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DOVE SIAMO: Naked e Special : Moto
Sachs Beast 1000
Articolo pubblicato su Ultramotard il: 2002-01-28 15:21:32
Sachs BeastAvete presente quelle donne che praticano il body bulding?
Un fisico da Schwarzenegger coperto (si fa per dire) da un mini bikini.
Ecco cosa ispira la vista della Sachs Beast 1000.
Una moto muscolosa con un vestitino che dire minimalista è quasi troppo.
La proposta della Sachs è una provocazione, una dreambike che segna il nuovo percorso della casa tedesca, decisa ad uscire da un periodo di oblio che l’aveva vista quasi scomparire dal panorama produttivo.

Oggi ha una gamma completa di modelli in grado di rilanciare il marchio. A fianco dei classici ciclomotori (notevole il modello RC 505 presentato a Monaco), ci sono modelli che spaziano dai 125 cc. alle cilindrate medie e alte. La Beast 1000 non è quindi che la punta di questo iceberg. Le Sachs sono importate in Italia da Sidauto S.p.A. (tel. 011-2224111).

Il prototipo è stato presentato per la prima volta al salone di Monaco
del 2000 destando molto interesse. Riproposto a Milano lo scorso anno, si è
rivisto, praticamente immutato, nel 2002 a Monaco. E purtroppo ancora sotto
forma di prototipo. L’anno scorso la Sachs aveva dato per certa la produzione
entro il 2003, ma sembra ci siano ancora problemi di affidabilità (soprattutto
al propulsore) che consigliano ulteriori collaudi.

Il concetto ispiratore del disegno sembra sia stato quello di mettere due ruote ad un
motore.
E basta. Il peso della moto completa dovrebbe essere di soli 150 KG e lascia prevedere un comportamento di guida esaltante.
Il telaio è particolare, costituito da tubi e piastre che integrano la funzione portante del motore. Incorpora nella parte anteriore l'elemento radiante per il
raffreddamento ad acqua. L’aria fresca entra attraverso un apertura centrale del telaio.
Enorme la piatra di sterzo inferiore serrata da otto viti sulla
forcella upside down della Paioli. Esile il forcellone costruito con due tubi in acciaio sovrapposti, sul quale lavora un monoammortizzatore privo di leveraggi.

La regolazione della catena è affidata a due eccentrici. Sottilissimo il telaietto posteriore destinato a sorreggere una sella altrettanto leggera.
Insolita anche la forma del serbatoio, costituito da due semigusci di alluminio
e unico elemento di design della moto. Caratteristici i due piccoli “occhi” dei
fari, uno sopra l'altro, contornati dalle due alette che fanno tanto “spaziale”
e che dovrebbero avere una funzione aerodinamica. Il supporto di questa
struttura è una piastra che integra la funzione di piastra forcella, supporto
manubri e strumentazione (con unico elemento multifunzionale). Il doppio disco
anteriore prevede pinze a otto (!) pistoncini.
Il bicilindrico, che dovrebbe garantire una potenza superiore ai 100 CV, è lo svedese Folan/Highland-V2 di 1000 cc. rivisto dai tecnici tedeschi.
L’alimentazione è a iniezione. E’ presente anche un radiatore dell’olio. Il sistema di scarico è un “tubo”
bellissimo esteticamente e molto coreografico, ma che nell'uso pratico lascia un po’ perplessi.

Ulteriori informazioni sul sito ufficiale
www.sachs-bikes.de
Sachs Beast





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