
La BANDIT 250 è diffusa principalmente in Giappone ed in Australia in virtù delle normative in vigore in quei paesi e che rendono le 250 appetibili.
In Europa è diffusa in UK ed in Grecia. Riproduce fedelmente le sorelle maggiori e si distingue per il coperchio delle punterie verniciato in rosso.
Ha un motore grintoso raffreddato a liquido, con la zona rossa a quota 15.000. Fiacco sotto i 5.000 comincia a farsi sentire sopra gli 8.000, ma da il meglio di se oltre i 10.000. Con un peso di appena 146kg e con una potenza superiore ai 40cv la più piccola delle bandite si rivela un'autentico razzetto da misto stretto.
La BANDIT 400 è nata nel 1990. Il motore, derivato da quello della GSX-R 400 (in Europa importata in pochi esemplari, ma molto diffusa in Giappone) si distingue per una notevole vivacità. Questo modello, vero capostipide delle naked pepate, ha avuto molta fortuna anche qui in Italia.
L'estrema affidabilità, il design classico ed aggressivo allo stesso tempo, il prezzo d'acquisto contenuto e l'elevata qualità costruttiva, erano tra i principali punti di forza di questo modello. Nel 1995 uscì anche una versione (poco diffusa in Europa) che aveva un sistema per ilcontrollo della fasatura delle valvole che permetteva sia un miglior tiro ai bassi (il modello standard accusava uno scarso tiro sotto i 6000 giri) sia una maggior propensione all'allungo. Questo modello era molto simile alla versione 250 con il quale condivideva la testata verniciata in rosso (la versione venne denominata Bandit 400V).

La BANDIT 600 nasce nel 1994 come risposta alla Yamaha XJ 600 Diversion. A differenza della più tranquilla yamaha, laBandit 600 si distingue subito per una maggiore aggressività sia a livello stilistico, sia a livello motoristico.
La Bandit 600 (come la 750 e la 1200) sfrutta il motore raffredato ad aria-olio montate sulle GSX-R degli anni '80. La proposta si rivela subito vincente.
La versione 600S apparve solo nel 1995 con una carena dotata di ottica rettangolare, cavalletto centrale e le manopole per il passeggero. questi ultimi due accessori saranno adottati sulla versione N solo dal 1997. Tra le naked non ha rivali per il primo triennio, poi con la nascita delle varie Hornet e Fazer, conserva comunque, almeno fino al 2001, la vetta del mercato, ad eccezione che in Italia, dove la Hornet stravince la sfida. La recente rivisitazione (2000) ha interessato soprattutto l'estetica e la telaistica senza apportare modifiche degne di nota al collaudato ed apprezzato propulsore. La 600 viene esportata in Europa e negli Usa (anche se solo la versione con il cupolino), mentre in Giappone non viene venduta sostituita dalla 750, sempre per le solite normative viggenti. Tecnicamanete, benché il motore SACS soffra in termini di potenza rispetto ai ben più complessi motori raffredati ad acqua, si rivela adeguato al tipo di moto garantendo prestazioni di buon livello, soprattutto in accelerazione.
La BANDIT 750 è forse il modello più riuscito della naked di casa Suzuki. Rispetto alla sorella minore vanta un motore egualmente fluido con buona propensione in allungo, ma con una spinta ai bassi più vigorosa. Il motore è praticamente lo stesso che equipaggia la GSX 750, ma con un diagramma della distribuzione più esasperato. Stratturalmente cambia poco e niente con la 600 ed anche esteticamente è praticamente identica.

La parentela tra la BANDIT 1200 e le sorelle di media cilindrata è meno evidente delle apparenze. Al di là delle differenze cromatiche (il motore è verniciato in nero, anziché color canna di fucile come sulla 600 e 750) ciò che rende diversa la 1200 rispetto alle altre, sta tutte nell'erogazione del motore. Quest'ultimo infatti sacrifica qualche cavallo e la propensione a girare ad alti regimi, per garantire una curva d'erogazione poderosa fina dai bassisimi regimi.
Come la 600 anche la 1200 è stata sottoposta nel 2001 ad un aggiornamento stilistico, teso a rinverdire un progetto tutt'ora molto apprezzato. L'abbondanza di coppia rende quasi superfluo l'uso del cambio che, tra l'altro ha 5 rapporti anziché 6, privileggiando una guida più elastica ma egualmente decisa. Come per la 600 anche la 1200 è venduta nella versione con il cupolino, che la rende ancora più poliedrica e più adatta ai trasferimenti autostradali.
Rispetto alla 750 e alla 600 accusa un peso maggiore che la rende leggermente meno agile, ma l'ottima ciclistica, e la già citata erogazione del motore, non le impedisce di dare grosse soddisfazione sul misto. Non sarà un caso che da anni ormai è sempre tra le moto più vendute del vecchio continente. Il continuo incremento delle vendite nel settore delle naked sta spingendo i vari produttori di motociclette ad aumentare gli investimenti verso questa nicchia. La Suzuki non è stata certo a guardare immettendo sul mercato la nuova GSX 1400. Concettualmente la serie GSX è stata sempre presentata come una versione più classica dei concetti espressi dalla serie Bandit con la quale condivide le motorizzazione.
A rigor di logica non bisognerà attendere molto prima che il nuovo 4 cilindri da 1402cc equipaggi la serie Bandit.
Il nuovo motore, pur basandosi sul classico SACS ha subitonumerosissimi interventi. Per il resto la distribuzione è stata completamente riprogettata, così come il cambio, ora a sei rapporti.
La più grossa novità riguarda l'alimentazione, ora ad iniezione, che seppure non ha dato gli sperati vantaggi nei consumi (che anzi sono aumentati), garantisce una pulizia nell'erogazione ancora più marcata rispetto al 1200 a carburatori. Rispetto alla 1200 a potenza è rimasta praticamente immutata (anche in vista dei nuoviparametri assicurativi che andranno in vigore in Germania, che penalizzerà le moto con oltre 100cv) mentre la coppia è salita dai gli oltre 9kgm a 12.8kgm.
Ma se si parla del futuro della naked come si può sorvolare sulla B-king?
Benché ancora sia solo un prototipo, è senza dubbio un esemplare che ben rappresenti quale possa essere il futuro delle naked, improntato verso una semplicità estrema, però sempre ricco di contenuti tecnologici.
La nuova B-King è stata realizzata sulla base meccanica delle ben nota Hayabusa 1300, la regina dell'alta velocità, la più veloce moto di serie mai costruita.
Il motore della B-King è un'evoluzione del quadricilindrico da 1300cc montato sull'Hayabusa, che dai 175 cavalli, nella versione attuale, arriva ederogarne oltre 230 con l'adozione della sovralimentazione mediante turbocompressore.
A supporto di tanta potenza c'è poi un gommone posteriore inedito da 240 millimetri di sezione.
Per ora non ci sono altre indicazione da casa Suzuki sull'eventuale messa in produzione di un modello ispirato alla B-King, anche se il pubblico l'ha accolta con entusiasmo.
Ora che la serie GSX ha trovato nella nuova 1400 una punta di diamante destinata ad essere il riferimento nel settore delle naked eleganti, chissà che la Bandit non trovi la sua naturale evoluzione nella B-King?
per gentile concessione di: www.bandit.it