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DOVE SIAMO: Supermotard : Moto
Yamaha YZ 450F SM Team Reloaded Bike
Articolo pubblicato su Ultramotard il: 2004-05-27 12:12:22
reloded_bike_2Chi l’ha detto che la classe Sport nel supermotard debba essere monopolio delle Honda CRF?
Il Team Reloaded Bike (Trofeo Lazio - piloti Marzio Minieri e Alessandro Martini) è convinto che non sia così e ha deciso di sfidare le “rosse” in sella alle Yamaha YZF.
Una scelta coraggiosa, ma supportata da elementi concreti. Perché, nonostante l’apparenza, la Yamaha 450 non è semplicemente una 426 aumentata di cilindrata, ma un progetto totalmente nuovo. Il telaio pesa 8 kg, cioè 2 kg in meno rispetto a quello in alluminio della Honda CRF450R, che rimane il riferimento della categoria. L'angolo di sterzo è più "chiuso" di 0,3° rispetto alla 426. Il serbatoio è più piccolo (7 litri) e la sella meno infossata e ora su un unico piano col serbatoio.
Il freno posteriore ha la pompa con serbatoio integrato e la pinza con dimensioni ridotte.
Il motore, completamente nuovo, è molto più compatto. Mantiene lo schema a 5 valvole (in titanio) e il doppio albero in testa Il cilindro ha corsa più lunga (misure 95x63,4 mm), l'albero ha una diversa inerzia e il decompressore è automatico (era ora!). Il carburatore è stato rivisto e lo starter per le partenze a caldo è una comoda levetta al manubrio.
La bobina è integrata nella pipetta della candela e la centralina dell'impianto elettrico è nettamente più piccola.
reloded_bike_3Il cambio è a 4 rapporti anziché 5 (più leggero e meno ingombrante). Per questo i rapporti sono stati leggermente allungati. La nuova 450 pesa così 5 kg meno della 426.
I due modelli approntati dal Team Reloaded Bike sono diversi nell’allestimento.
Sulla moto di Marzio Minieri troviamo un collettore di scarico LeoVince in Titanio e, come impone il regolamento del Trofeo Lazio SM, il silenziatore di serie.
Per la ciclistica ecco le bellissime piastre sterzo H7 ricavate dal pieno, la forcella WP da 48 mm e il mono della stessa casa. All’anteriore fa bella mostra di se l’impianto frenante completo Beringer con pompa radiale, pinza a sei pistoncini e disco da 310 mm. I cerchi sono CLF da 3,50 e 5,00 con mozzi ricavati dal pieno e pneumatici Michelin.
Ulteriori finezze, il dispositivo per le partenze, manubrio a diametro differenziato Tag, computer per cronometraggio, vaschetta per recupero liquidi in alluminio, fatta ad arte e dedicata.
La moto di Alessandro Martini è meno ricca nell’allestimento, ma non per questo meno performante. Collettore di scarico a diametro differenziato by Ajko production, centralina programmabile JD (posizionata all’interno della cassa filtro).
reloded_bike_4La ciclistica è di serie, ma le sospensioni (scorrevolissime, complimenti!) sono preparate da Freddiani Moto.
Anche qui troviamo la pompa radiale Beringer, ma la pinza è Brembo e il disco Braking. I cerchi hanno canali da 3,50 e 5,00, le piastre sterzo sono marchiate Errezeta, e non manca lo strumento multifunzione per visualizzare tempi, velocità, ecc. I particolari in carbonio e kevlar montati sulla moto sono costruiti dal team stesso.



COME VANNO
La posizione di guida scelta dai due piloti è diversa (anche a causa della notevole differenza fisica), ma comunque in ogni caso comoda..
La moto è stretta e si sente bene fra le gambe.
Il complesso sella/serbatoio regala un ottimo feeling con il mezzo.
Facile l'avviamento col decompressore automatico.
Nella guida questa 450 è forse più simile alla vecchia 400/426 che all’Honda CRF e la cosa ci viene confermata da Minieri che fino allo scorso anno correva con la Honda.
Il motore va forte e la cosa più piacevole è che la potenza risulta ben distribuita in tutto l’arco di utilizzazione con dei bassi decisamente più corposi rispetto al vecchio modello. Con la nuova centralina JD è possibile scegliere (anche in corsa) tra due curve di anticipo, così da poter adattare l’erogazione ai diversi tipi di tracciato.
Ma non aspettatevi miracoli, le differenze sono minime.
Ciclisticamente le sensazioni sono quelle tipiche dei tralicci di casa Yamaha. reloded_bike_5La moto non è così reattiva (o nervosa …) come la Honda CRF450R. Si sente di più il freno motore e questo influenza la guida soprattutto nella fase di ingresso curva. Personalmente non mi sembra un difetto, ma una scelta.
La moto è sempre molto equilibrata e stabile, anche sul veloce.
C’era qualche perplessità sull’uso nel supermotard del cambio a 4 marce, ma a dire il vero girando il fatto non si nota, grazie ad una potenza e ad una coppia ben distribuite.
La botta che arriva all’apertura del gas è meno decisa rispetto alla Honda e questo a volte può essere d’aiuto. Nell’allungo invece il 5 valvole si fa valere e distanzia la rossa.
La taratura del modello dotato delle sospensioni WP è decisamente rigida (forse troppo), ma i nostri ritmi non sono dei più veloci.
Molto buone le sospensioni originali riveste da Freddiani Moto dell’altra moto.
Per quanto riguarda i freni, in entrambi i casi l'anteriore è molto buono. L’impianto completo Beringer (pompa, pinza e disco) funziona egregiamente, è potente e modulabile e non da mai segni di affaticamento.
Anche il sistema “misto” dell’altra moto è performante e la scelta tra i due sarebbe molto difficile.
Nella norma il posteriore, buono perché non blocca quando richiamato per iniziare la derapata.
reloded_bike01



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