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DOVE SIAMO: Enduro : Curiosità
L'Enduro dell'Ultramotard Team 2 - La vendetta
Articolo pubblicato su Ultramotard il: 2002-04-31 11:29:14
E’ arrivato il caldo in questi giorni a Santa Marinella e cosa c’è di meglio per combattere il caldo che andarsi ad impolverare per bene sugli sterratoni delle colline dietro casa e tornare a casa indorati come le panaree della findus.
Rapido giro di telefonate e i soliti due loschi figuri abboccano all’amo. “Si, si andiamo a fare enduro che così ci alleniamo in vista delle prossime gare di supermotard!”
I due “men in blue” arrivano puntualmente in ritardo e partiamo, rombando, che sono già le 14:30. Per la felicità degli abitanti della zona che stanno facendo la siesta. Sterrato nuovo per tutti, (l’avevo fatto solo in MTB).
Dopo qualche chilometro di stradine più o meno facili, iniziamo un bell’anello impegnativo. Solo che la strada inizia a diventare piccola, sempre più piccola. Troppo piccola. Diventa un sentiero. E anche questo sul più bello scompare! Siamo nel bel mezzo della macchia mediterranea, lecci, olivi, cespugli di ginestre, arbusti vari.
Mi fermo e a piedi vado in avanscoperta. “Tutto a posto, di qua. C’è solo qualche sasso”. Altro che qualche sasso, sembra il percorso di una gara di trial! Dopo aver scomodato qualche santo in cielo ed essermi beccato un mix vario di insulti, sbuchiamo sulla strada. Arriviamo al fontanile e stavolta la sosta è meritata. “Devo fare pipi”. “Ma è sempre lui! La prossima volta gli colleghiamo un catetere al vaso di recupero dei liquidi della moto!” L’occasione è giusta per pasticciare un po’ sulle sospensioni. “La mia è molle, la mia è dura, sfrena, click, clack, un giro di molla o due? stump, sbrang”. Ripartiamo che le moto vanno come prima se non peggio, però tutti: “adesso si che ci siamo” (!?!?).

Le colline sono un’esplosione di primavera. E’ tutto verde e il colpo d’occhio è notevole.
Andiamo così piano che riusciamo a notare anche queste cose. Sembra veramente una giornata splendida, finchè qualcuno non osa pronunciare la fatidica frase. “Oggi finalmente sta andando tutto bene!” Non faccio a tempo a dirgli di stare zitto che la sfiga ci colpisce in pieno. Su una delle blu qualcosa non va. “Ho preso una botta pazzesca davanti, forse ho piegato il cerchio” Controllo veloce, il cerchio è salvo, ma la camera d’aria è praticamente tranciata in due! Non ci crederete, ma proprio il giorno prima aveva tolto la mousse “che tanto non serve a nulla”! Alvaro Vitali a noi ci fa una pippa! Niente panico, si rimedia, siamo enduristi, no? No. Facciamo la conta. Allora, abbiamo 2 camere d’aria anteriori (e vai!), 2 set leve per copertoni (ottimo!), 2 set bombolette CO2 (eh, eh mica siamo scemi noi!), 0 chiavi per smontare la ruota anteriore. Ma come ca..o si fa!!!!! “Io il marsupio non lo porto perché rovina la linea del completino nuovo!”. A quel punto inizia una sorta di delirio collettivo. “Proviamo con la pinza”, “sfiliamo la forcella” (giuro che qualcuno l’ha detto). “Scusate, ma c’è un gommista a tre chilometri!” Detto fatto, il “bucato” (nel senso della gomma) parte a sparo. Peccato che la direzione sia quella sbagliata. Ritorna: “non era di la?”. No, non era. Serpeggiando arriviamo dal gommista che vedendoci vestiti come marziani, ma senza neanche una semplice chiave inglese probabilmente ci prende per dei deficenti.

Siccome fino a quel momento di tempo ne avevamo perso poco, lo smontaggio e il rimontaggio della ruota vengono ritardati da scherzi più o meno idioti (tipo distanziali scomparsi, tappini rubati, ecc). Ma siccome il tempo perso non è mai troppo: “caffettino?” “Certo , se offri tu, poi …”.
Ripartiamo che ormai il sole è basso all’orizzonte. Finalmente un po’ di enduro vero. Arriviamo sulla montagna più alta, il paesaggio è splendido e anche tre idioti come noi si fermano e riescono a fare delle considerazioni quasi serie. Ma è solo un attimo. Poi giù per una mulattiera che ci spezza per benino le braccia.
Bivio, asfalto o sterrato?, “Beh veramente io … ecco si insomma … mia moglie …”, “effettivamente anch’io dovrei…insomma ho una famiglia … ” “io dovrei andare a comprare il pesce … prima che chiuda” (ancora! Che palle co ‘sto pesce!). Ok, ok, messaggio recepito. Rapido trasferimento su asfalto fino a casa. Solo che poi per caricare le moto sul pick-up ci mettiamo più di mezz’ora, perché ridendo e prendendosi per il culo si fa veramente fatica!
Comunque non finisce qui. Il seguito alla prossima puntata, anzi alla prossima uscita. Vi consiglio di seguirci, con questi personaggi ne vale la pena!

Lucky Ultramotard Enduro Team



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