24 OTTOBRE 2004
CAVALCATA DELL'ALTO FINO, BISENTI (TE)Oltre 400 i piloti iscritti, su un percorso di 120 kilometri, in un itinerario suggestivo e impegnativo dai tratti vari e impervi, che suscitano ricordi lontani come quelli della Gilles Lalley.
La cavalcata ha inizio domenica mattina alle ore 10.30 dall’arroccato paesino di Bisenti, letteralmente invaso da appassionati giunti dalle più disparate zone della penisola.
Il giro attraversa scenari unici e molto suggestivi, immergendosi in una natura che da queste parti è davvero incontaminata, e scorgendo di tanto in tanto le punte del Gran Sasso, con le sue vette maestose, illuminate da un bel sole raggiante, coperto soltanto da qualche nuvola passegera.
Le valli del Fino sono un paesaggio sopraffino (scusate il gioco di parole), e tra un saliscendi ed un altro, tra un guado ed una pietraia, si arriva a chiudere un giro bellissimo, in alcuni punti davvero “tosto”, sicuramente d’allenamento per i professionisti, ma altrettanto “d’affaticamento” per i meno.
Verso la fine della cavalcata, un cartello biforca l’avventura, segnalando ai partecipanti questa indicazione “per gli enduristi stanchi e affamati, girare a destra per ritorno a bisenti in 5 km”. Noi naturalmente stanchissimi e affamatissimi, prendiamo a sinistra, perchè partecipare alla cavalcata dell’alto Fino può accadere una sola volta in un anno, e quindi è meglio gustarsela fino in fondo, da vero endurista.
E allora mulattiere, pietraie, fiumi costeggiati e attraversati per kilometri, tra vallate e monti, e poi ancora tratti veloci a scendere e a salire, canali e boschi, boschi, boschi. Sottoboschi viscidi, umidi, ancora bagnati dalla settimana precedente, pantani e fangaie. A Castelli poi, famosa località abruzzese, ci troviamo ad affrontare un tratto insolito e particolare. Scortati dal pubblico locale, attraversiamo l’antico borgo eseguendo un passaggio in discesa sulla scalinata principale del paese.
Insomma un bel mix di prove, in un clima festoso e amichevole per una domenica da non dimenticare, per una domenica che si può passare cosi, un sola volta l’anno.
Un paio di salite impegnative, scivolose a causa del terreno bagnato, hanno bloccato per un pò la carovana. Rapido l’intervento dello staff, pronto ad ovviare all’emergenza, segnalando un traggito alternativo evitando così l’interruzione.
Un encomio particolare va quindi agli organizzatori e al loro staff, per aver dato vita anche quest anno ad una manifestazione oramai tradizione di carattere nazionale, giunta all’undicesima edizione, confermando così la fama raggiunta negli anni. Solo amore e passione per questa disciplina, sono gli ingredienti utilizzati dal motoclub Avventure per questa manifestazione, un chiaro e forte esempio per tutti gli altri.
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