
Abita a Roma, ma usare il termine abitare, con questo giovane pilota, come capirete da questa intervista, è un vero e proprio azzardo. La sua casa sono diventate le piste da cross, i fetucciati, i lunghi percorsi tra colline, monti e sentieri rocciosi che attraversa in sella alla sua inseparabile moto, armato di sue semplici cose, la passione ed un ammirevole impegno verso questo sport.
Lui è Manuel Lucchese, e alla tenera età di 18 anni, lo potremo tifare in ben tre specialità, l'Enduro, il Motorally ed il Cross, che affronterà in sella ad una Kawasaki del team Giofil 3000. Un pilota che tra duri allenamenti e gare riesce a trovare e dedicare tempo prezioso alle sue passioni, (sinceramente inconsuete per un pilota), il violoncello e le lingue straniere.
Abbiamo pensato di rivolgergli alcune domande per conoscere questo giovane poliedrico e che ci hanno fatto capire che Manuel è uno di quelli duri, che sa quello che vuole e che soprattutto crede in quello che fa. In bocca al lupo!
1. Scuola, allenamenti, gare, Manuel come riesci a conciliare queste importanti attività?
Gestendo al meglio la mia giornata. Per farti capire ti descrivo una mia giornata tipo: dalle 6:00 fino alle 6:30 vado a correre a piedi, torno mi faccio la doccia preparo lo zaino e alle 7:00 parto per scuola che dista 40 km da casa mia e arrivo alle 8:00, torno a casa alle 16:30, dalle 17:00 fino alle 19:00 studio e faccio i compiti e dalle 19:00 fino alle 21:00 vado in palestra poi ceno e vado a letto. Sabato e domenica naturalmente in sella.
2. Segui un preciso programma per gli allenamenti, hai un particolare regime alimentare?
Dipende dai periodi dell’anno. Durante i mesi di Novembre e Dicembre sviluppo la massa muscolare, a Gennaio e Febbraio la resistenza, l’agilità e i riflessi. Invece durante il periodo agonistico faccio esercizi di mantenimento. In genere vado in palestra 4 volte alla settimana, 5 volte alla settimana corro a piedi ed il lunedì per defaticamento vado in piscina, il tutto seguendo una dieta a base di proteine e carboidrati.
3. Com'è nata la passione per le due ruote?
Mio padre è stato pilota di motocross e stuntmen cinematografico con le moto. Quindi seguendolo nell’ambiente motociclistico me ne sono appassionato anch’io, fin dall'età di sei anni, anno in cui mi è stata regalata la mia prima moto. (Kawasaki 60).
4. Il 2004 ha segnato il tuo primo anno nel Motorally, cosa ti ha portato a gareggiare in una specialità praticata non molto dai giovani?
Fin da bambino ero affascinato dalla Parigi-Dakar. Inoltre sono 5 anni che la mia preparazione invernale ha inizio nel periodo natalizio, presso la Everts-school in Spagna, gestita da padre e figlio, Harry e Stefan Everts. Lì ho avuto modo di conoscere molti volti noti della Dakar come: Meoni, Sainct, Fretigne, e tanti altri che alloggiavano nel mio stesso albergo durante la tappa di Castellon.
5. Com'è andata la stagione?
Beh, proprio quest'anno ho iniziato con la specialità del motorally ed ho perfino vinto con una prova d'anticipo la categoria. Nel tricolore enduro sono arrivato 5°, anche se ho sfiorato la terza piazza finale per quattro miseri punti. Inoltre ho vinto tutte e cinque le prove del Trofeo Pirelli Giovani Campioni, oltre ad aggiudicarmi il regionale laziale ed il Trofeo McMaster Challenge.
6. Motorally, Enduro e Motocross, quale specialità preferisci?
Non ce ne una che preferisco. Per me l’importante è stare in sella a una moto di qualsiasi genere e divertirmi.
7. Chi ti aiuta nelle numerose trasferte?
Semplicemente mio padre a cui devo molto.
8. Oltre alle due ruote hai la passione per il violoncello, racconta.
E' vero. Faccio parte dell'orchestra della mia scuola con la quale partecipo anche a vari concorsi internazionali. Recentemente ho ricevuto infatti il riconoscimento di 1° grado presso "The associated Board of the Royal School of Music"
9. Che progetti hai per la stagione 2005, ormai alle porte?
Nel 2005 parteciperò per quanto riguarda l'enduro, al tricolore Under 23, il Trofeo Hard Race Oxtar Cup, al Trofeo Coppa Italia ed al campionato Europeo ed alcune prove del mondiale Under 21. Nel Motorally (ci dice entusiasta) parteciperò con una Kawasaki 450 a tre prove mondiali e sinceramente non vedo l'ora, poi al tricolore al Raid TT ed all'europeo motorally. Per quanto riguarda il motocross, beh mi restano poche domeniche a disposizione che occuperò per quanto possibile con alcune gare nazionali classe Open in sella sempre ad una Kawaski però 250 2t che utilizzo anche negli allenamenti.
9. Come sicuramente saprai, recentemente è scomparso durante il Rally dei Faraoni, il campione Richard Sainct. Hai avuto l'onore di conoscerlo? Che ricordo hai di lui. (intervista fatta prima dell'incidente di Meoni)
Avendo avuto la fortuna di conoscerlo personalmente durante la Parigi-Dakar del 2003 nella tappa di Castellon (Spagna) ne sono molto addolorato perché, oltre a essere un grande pilota, era una persona molto umile e sempre disponibile. Mi rimane di lui un gran bel ricordo nel cuore.
10. La tua mamma come vive questa tua passione e questo tuo continuo viaggiare?
E’ sempre preoccupata per me, ed è dispiaciuta del fatto che per impegni di lavoro, può venire raramente alle gare. La sento comunque vicino perché mi chiama però sempre al cellulare per sapere i miei risultati, inoltre (ci pensa e sorride) è pure esigente perché vuole che io vinca e che dia il meglio di me, sempre.
11. Chi ti segue tecnicamente alle gare e negli allenamenti?
Sempre da mio padre che mi fa da autista, manager, e anche da meccanico e devo ammettere che è molto bravo, sarà anche fortuna ma, in 9 anni di gare mai avuto un problema meccanico. In palestra da Claudio, il mio preparatore atletico.
12. Mi hanno informato che ti piacciono le lingue straniere e che hai espressamente scelto una scuola specifica.
Si, perché ritengo che sia importante per il mio futuro e di conseguenza mi impegno molto. Parlo già quattro lingue (inglese, spagnolo, francese, italiano) e vorrei impararne delle altre. Frequento infatti la quarta liceo presso il prestigioso college inglese “St. George’s British International School” di Roma.
13. Solitamente scuola e motori non vanno a braccetto. Cosa ne pensano i professori di questi tuoi notevoli impegni che sicuramente ti portano a numerose assenze scolastiche?
I miei professori sono molto orgogliosi di me e addirittura mi vengono incontro aiutandomi con lezioni extra al di fuori dall’orario scolastico in modo che io riesca a recuperare le lezioni perdute per gli impegni sportivi che accennavi nella domanda.
14. Concludo. Hai 18 anni, età in cui ci si diverte con gli amici. Ma ti rimane del tempo per loro?
E' vero non mi rimane molto tempo per uscire, ma spesso sono i miei amici che vengono alle gare a fare il tifo per me, e c'è di più, la fan numero uno è Veronica, la mia fidanzata, che per rimanere in tema di trasferte, pensa un po’, abita a Milano..(ride)..però questo è un altro tipo di viaggio.