
La nostalgia di un motociclista fa volare i ricordi nella mente con la forza di un tornado, e può succedere che tutto d'un tratto, dopo anni di onorata carriera professionale, una desiderata villetta con giardino e una bella famiglia da mantenere, ci si ricordi di pieghe epiche, dell'urlo di motori troppo preparati per essere visti nella produzione di tutti i giorni.
Improvvisamente tornano alla mente quei giorni da ragazzino con il naso appoggiato a una rete di un autodromo, a vedere estasiato i bolidi lanciati a tutta velocità con in sella degli eroi, come il mitico Mike Hailwood sulle Honda ufficiali negli anni 60 o il grandioso Giacomo Agostini sulla sua MV Agusta, e un grande sogno nel cuore.Sogni irrealizzabili allora, non solo per un ragazzino, ma per qualsiasi appassionato costretto a sfogare i propri eccessi sportivi con le monocilindriche o bicilindriche di un tempo, troppo povere e diverse per ricordare anche solo esteticamente le carenate gran premio della classe 500. Ma la tecnologia nell'ultimo secolo ha galoppato mica male e quanto un tempo era un sogno folle, ora è realizzabile. A patto di avere comunque tanto tempo, un po' di denari e una cerchia di conoscenze di alto livello.
Tutti ingredienti che Santino Barioli può vantare, perché oltre al suo socio Umberto Sessa, col quale si è da tempo fatto un nome a produrre repliche di telai, forcelle e sospensioni per moto d'epoca, Santino ha coinvolto nell'operazione anche Sandro Carò di Pavia (uno dei più bravi motoristi che l'Italia possa attualmente vantare) e Primo Fellotti, battilastra delle MV Agusta ufficiali di un tempo. Il cuore di questa special costruita in onore del grande fuoriclasse inglese, è ovviamente una meccanica Honda, derivata da una vecchia CBX550, indimenticata sport-tourer degli anni '80, ancora raffreddata ad aria. E per questo adattissima al progetto, visto l'indispensabile look che solo le amate alette di raffreddamento sanno offrire.

Se il lavoro sul motore ha richiesto molte ore per elaborare qualcosa di già esistente, la ciclistica invece è un progetto completamente inedito e sviluppato esclusivamente per questa special. Sessa con la sua manualità ed esperienza ha infatti costruito questo traliccio in cromo-molibdeno di pregevole fattura, con tubi in acciaio di alta qualità (Mannesmann) e con diverse raffinatezze. Sempre dalla loro officina sono uscite la forcella (con steli da 35 mm) e gli ammortizzatori (interasse di 300 mm), gli stessi prodotti in una piccola serie ben nota nell'ambiente delle corse per moto d'epoca, grazie alle vittorie di Bonera con le MV Agusta curate da Castelli e Pettinari. Il forcellone oscillante è un doppio braccio in acciaio scatolato, montato su boccole coniche e registrabili, una delle "solite" finezze a cui Sessa non sa rinunciare.
Alla fine ne è risultata una ciclistica parzialmente perimetrale, con le culle smontabili e sicuramente molto maneggevole. Basta un'occhiata alle quote della ciclistica per convincersene: l'interasse è di soli 1.320 mm con un'inclinazione del cannotto di sterzo di 24°, un avanzamento delle piastre di sterzo di 30 mm (interasse fra i due steli forcella 190 mm). L'escursione ruote è di 120 mm per entrambe le ruote. Valori da moderna 125! I cerchi Sanremo in lega leggera a 40 raggi, montati sui tamburi Fontana replicati da Menani - dei doppia camma da 250 mm all'anteriore e 210 mm posteriormente - calzano pneumatici Avon rigorosamente da 18", con misure 100/90 per l'anteriore e un più largo 130/70 al posteriore.

Completano la "lista della spesa" le sovrastrutture e la carenatura. Una vera opera d'arte, tutta tirata a mano in lamierino d'alluminio, con spessori sempre inferiori al millimetro, proprio come si usava con le moto da gran premio degli anni Sessanta. Una carenatura che ha un solo grosso difetto, quello di nascondere tanto la vista del motore. E di molte pregevoli parti di questo giocattolino, che sulla bilancia non supera i 130 kg! Una splendida realizzazione, che non è sfuggita (per una quarantina di milioni) all'occhio attento di Mario Sassi, specialista di Reggio Emilia in ricambi per moto d'epoca. Che bel sogno...