Tanti piloti hanno affermato di non aver mai fatto reale affidamento al freno posteriore. Lo stesso Wayne Rainey spiegava che nelle staccate più violente il trasferimento di carico verso l’anteriore della moto porta la moto posteriore ad alleggerirsi tanto da non arrivare nemmeno a sfiorare l’asfalto, limitando di molto il ruolo della ruota motrice per ridurre la velocità. Rimanendo nell’ambito dei campioni del mondo ma passando al quattro tempi, anche il grande Carl Fogarty, quattro titoli mondiali Superbike, ammetteva chiaramente di usare solo il freno anteriore e come lui tanti altri personaggi ai vertici delle corse potevano “vantare” questa caratteristica. Ma allora il freno posteriore è inutile? Rainey in una sua dichiarazione spiegò come se avesse potuto continuare a correre avrebbe utilizzato il comando del freno posteriore al manubrio.

Questo perché riteneva scomodo il comando tradizionale, in quando in frenata solitamente aveva il piede sinistro libero per scalare le marce, mentre con il destro doveva tenersi su. L’americano riconosceva come il freno posteriore aiuta a dare stabilità alla moto e a tenerla in linea mentre accarezzarlo a metà curva può aiutare a controllare lo slittamento della ruota posteriore in accelerazione e ad aggiustare la traiettoria. Ma queste ultime sono tecniche molto avanzate che solitamente usano solo piloti con una certa esperienza alle spalle. Fondamentali invece sono le prime due caratteristiche riconosciute dallo sfortunato asso statunitense al freno posteriore. La stabilità in frenata infatti è fondamentale per poter effettuare una staccata al limite. Impostare una curva con una moto che pendola al posteriore da una parte all’altra della pista è molto spettacolare ma non è certo redditizio nel tempo sul giro, almeno nella maggior parte dei casi.
Se nei motori a quattro tempi il freno motore ne limita l’uso, nel due tempi il freno posteriore è molto più usato. I piloti del motomondiale lo utilizzano proprio per controllare la ruota posteriore decidendo così se farla scivolare o meno in staccata. Altri ancora lo accarezzano per non pelare il gas in determinate curve.
Un consiglio che danno tutti è di usarlo verificandone pregi e difetti. Sarà poi decisione di ogni singolo individuo di adoperarlo sempre oppure qualche volta oppure mai. Ogni pilota ha il suo stile di guida, matura le sue convinzioni giuste o sbagliate personalizzando traiettorie, staccate e assetti.
Il bello del correre in moto è anche questo.