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DOVE SIAMO: Supermotard : Moto
Presentata all'EICMA laTerra Modena 198
Articolo pubblicato su Ultramotard il: 2005-11-18 11:22:03


Terra Modena racconta la Terra Modena 198

Milano, 15 Novembre 2005 - Un progetto che 18 mesi fa era solo un foglio bianco, oggi è una realtà: la Terra Modena 198. Il prodotto di un’azienda nuova, che ha nell’innovazione, nella tecnologia, e nello stile la sua ragione di esistere: un’azienda fatta da uomini di “scuola” Ferrari che provengono dal mondo dell’auto e della Formula 1. L’idea origine di tutto: realizzare una moto monocilindrica di alta tecnologia, bella, potente, adatta alla pista e alla strada e con quanto di meglio si possa desiderare per la raffinatezza dei materiali e la qualità dei componenti. Il risultato è la 198, una supermotard, perché per ora si chiamano così, ma che non ha nulla dell’“enduro riciclata” come sono le moto di altre marche grandi e famose. Anche quelle nuove.

La 198 anticipa un nuovo segmento di mercato, è l’evoluzione della specie: come una volta c’erano i “gipponi” che poi sono diventati gli Sport Utility Vehicles, così una volta c’era la supermotard e ora, con la 198 inizia l’era della superbike monocilindrica, della “Monobike”. Sembra un comodo slogan pubblicitario, ma non è così: oggi con le tecnologie disponibili è possibile progettare e realizzare un monocilindrico leggero, potente, senza vibrazioni, fluido nell’erogazione; divertente per chi vuol passeggiare, grintoso per chi ha in mente che sono le curve, e non i rettilinei, le risorse della guida.

Perché la sigla 198? 1 sta per monocilindrico, 98 per l’alesaggio, lo stesso del motore Ferrari Formula 1. La 198 va descritta e scoperta poco a poco, come in una visita guidata. Iniziamo dal cuore: un motore 450cc, con un contralbero efficiente che annulla le vibrazioni, 2 assi a camme in testa e 4 valvole in titanio. L’albero motore è componibile, il pistone è forgiato in alluminio con un segmento ed un raschiaolio: la biella non ha bronzine, ma un cuscinetto a rulli. La canna del cilindro ha un riporto in nikasil, lo spinotto ha il trattamento DLC, una deposizione sotto vuoto di carbonio amorfo per aumentare la durezza e la scorrevolezza del pezzo. Tecnologia da Formula 1 e da MotoGp, incontestabilmente. La lubrificazione ha una pompa di mandata e due di recupero: il carter motore e il cambio hanno ognuno il proprio circuito di lubrificazione ma l’olio è lo stesso: l’ELF HTX 822 10w50, l’ultimo prodotto espressamente concepito per i motori ad alte prestazioni del Gruppo Total-ELF.



La distribuzione è a ingranaggi e non a catena dentata come per gli altri: una tecnologia raffinata che ricorda le unicità costruttive degli orologi prodotti dalla manifattura IWC di Schaffhausen, non a caso sponsor di Terra Modena. Due aziende, una di grande tradizione e una che nasce ora, che hanno in comune la cultura dell’ingegneria meccanica estrema tesa ad ottenere prestazioni assolute.

Proseguiamo la visita guidata: un altro oggetto pregevole, il cambio. Aperto, ricorda più un gioiello che un meccanismo fatto di ingranaggi, forcelle e bilanceri: è a 6 rapporti, estraibile, ed ha un raffinato comando desmodromico a rulli che permette cambiate di una precisione e rapidità micidiali.

Il basamento, il cilindro e la testata sono in alluminio fuso in terra. Il controllo elettronico del motore è integrato con iniezione ed accensione digitale progettata dalla Mectronik. Va in moto a pedale, ma è inutile sforzarsi, c’è anche l’avviamento elettrico.

Un tale motore richiedeva un telaio di uguale tecnologia e bellezza: è a doppia trave perimetrale a sezione ellittica con una culla inferiore sdoppiata e resa indipendente per agevolare il montaggio del propulsore. Il tutto realizzato non in ferro, ma in alluminio GalSi9 di derivazione aeronautica. Un telaio che permette una precisione di traiettorie, anche alle alte velocità, da vera superbike: le “incertezze” di un telaio di derivazione cross sono sconosciute alla Terra Modena 198.

Per avere sempre tutto sotto controllo, c’è un cruscotto digitale AIM con ingressi analogici per monitorare i parametri di funzionamento del motore e quant’altro necessario per la guida. È un cruscotto da corsa, è stata solo tolta la telemetria: solo la Terra Modena 198 lo monta di serie.

Il serbatoio è in alluminio con una capacità di 8,5 litri con pompa elettrica della benzina annegata.

Le sospensioni? Delle forcelle Ohlins upside-down con steli da 46 di diametro. Completamente regolabili in compressione, estensione e nel pre-carico. Dietro c’è un monoammortizzatore sempre Ohlins da 46 mm con piggyback. Il pistone separatore con un serbatoio a gas inerte è regolabile in pre-carico ed in compressione ed estensione. Difficile trovare di meglio.

I freni sono Brembo con un disco anteriore da 320mm accoppiato con una pinza a 4 pistoncini montata radialmente come nelle MotoGp. Posteriormente un disco da 220mm sempre Brembo. Anche in questo caso difficile trovare di meglio.

Le ruote sono Marchesini in alluminio forgiato da 3.5” anteriore e 5.5” posteriore. Calzano delle nuove coperture Dunlop Sportmax D 270 di misura 120/70 ZR 17 anteriormente e 180/ 55 ZR 17 posteriormente.

L’impianto di scarico è stato progettato dalla HPE Tubi Style che ha sviluppato i collettori ed i silenziatori lavorando fianco a fianco con gli ingegneri di Terra Modena. Il collettore ha diametri diversi mentre i due scarichi sono in inconel. L’impianto è omologato Euro 2.
La linea della 198 si è sviluppata mano a mano che il telaio ed il motore prendevano forma: dapprima virtualmente attraverso innovativi software di progettazione in 3D in cui sono stati verificati gli ingombri e la funzionalità di ogni elemento, poi attraverso la modellazione di ogni singolo pezzo in rapid prototyping. Il risultato è una linea che è raccordata da un unico tratto di matita, dal becco anteriore, allo snello codone posteriore. I fianchetti laterali sono caratterizzati da due prese NACA laterali. NACA è l’acronimo di “National Advisory Committee of Aeronautics” e definisce il rapporto tra la parte anteriore e posteriore della presa nonché dell’angolo d’entrata della vena fluida. Un presa NACA ben progettata ottimizza il flusso d’alimentazione all’air box del motore e minimizza la resistenza all’avanzamento. Ci si è ispirati alle Ferrari F.1 312 T del 1975 di Lauda e Ragazzoni.

Non si può parlare di linea se non si accenna ai materiali e al colore. Bene, la Terra Modena 198 ha solo i colori della materia: neri, grigi e argenti che si rincorrono e che fanno da cornice al rosso del motore; la materia che rimane impressa è quella nobile del carbonio che si integra e si completa con l’alluminio del telaio. Il colore ne è una logica conseguenza: non c’è vernice, perché non serve, non c’è plastica, perché è roba brutta.

Un’ultima considerazione: la 198 non ha optional, perché di serie ha già il massimo che si possa oggi desiderare.

La visita è finita, ora bisogna solo fare un giro, da soli o in compagnia, la Terra Modena 198 è omologata per 2 persone.



Caratteristiche tecniche

Motore: a 4 tempi monocilindrico, raffreddato a liquido, alesaggio e corsa 98 x 59,6, cilindrata 449,6, rapporto di compressione 13:1, distribuzione a doppio albero a camme in testa con 4 valvole in titanio, distribuzione a cascata di ingranaggi, lubrificazione separata con due pompe di mandata ed una di recupero, potenza n.d., coppia massima n.d.
Alimentazione: a iniezione indiretta, diametro dei corpi farfallati 48 mm, capacità serbatoio carburante 8,5 Lt di cui 1 Lt di riserva.
Accensione: elettronica digitale.
Impianto elettrico: batteria 12 V- 9Ah.
Frizione: a dischi multipli a secco con comando idraulico.
Cambio: a 6 marce.
Sospensioni: anteriore forcella Ohlins rovesciata con steli da 46mm regolabile in estensione, compressione e pre-carico; posteriore forcellone oscillante con leveraggi progressivi e monoammortizzatore Ohlins da 46mm con serbatoio a gas inerte con pistone separatore.
Ruote: Marchesini in alluminio forgiato, anteriore 3.5”x17”; posteriore 5.5”x17”.
Pneumatici: Dunlop Sportmax D 270 anteriore 120/70 ZR 17, posteriore 180/55 ZR 17.
Dimensioni e peso: lunghezza 2150 mm; larghezza 83 mm; altezza 1185 mm (senza specchietti); interasse 1048 mm; altezza sella 89 mm; altezza minima da terra 260 mm; angolo di sterzo 26°; peso minimo in ordine di (senza carburante) 120 Kg.




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