
Sono le più belle, le più ambite, le più desiderate. Sono le moto protagoniste del Mondiale Supermoto. Si sono date battaglia per tutta la stagione e ora sono a nostra disposizione. Un sogno? No, la tradizionale giornata di prove organizzata da Youth Stream alla fine del campionato del mondo, durante la quale le case mettono a disposizione dei giornalisti del settore i loro gioielli.
Le abbiamo provate sulla pista di Latina, cercando di evidenziarne pregi e (se mai ce ne fossero…) difetti.
Per l’occasione, vista la notevole mole di lavoro da svolgere, abbiamo affiancato al solito infaticabile Maurizio Lucarini un nuovo amico di Ultramotard.com, Simone Girolami, che ci ha gentilmente prestato la propria “manetta” per mettere alla frusta le regine del supermotard. I due tester hanno caratteristiche di guida molto simili e i loro giudizi sono sempre stati concordi, semplificandoci molto il lavoro
A fianco del modello oggetto della prova troverete anche il nome del pilota che ha portato in gara la moto. Questo perché le esigenze personali dei piloti portano quasi sempre a ciclistiche ed erogazioni del motore molto particolari, che finiscono per caratterizzare in maniera sostanziale il comportamento dinamico.
Giusto per curiosità vi segnaliamo che Girolami ha eletto a moto preferita la grossa TM 700 (ma anche la KTM di Chambon non gli è dispiaciuta….). Talmente preferita da diventarne pilota ufficiale per il 2006! Lucarini invece è rimasto stregato dalla KTM di Hiemer. Purtroppo per lui il team KTM Factory ha chiuso i battenti a fine stagione e quindi niente moto ufficiale per il 2006…..
Per visualizzare la gallery delle moto e del test Clicca quiLe protagoniste della classe S2
Honda Assomotor (Pignotti) I tecnici del team emiliano hanno fatto davvero un bel lavoro, creando una moto efficace, grazie ad un’ottima ciclistica. In evidenza la forcella Marzocchi, scorrevole e ben tarata. Ma anche il posteriore è molto stabile e trasmette sicurezza, permettendo un'inserimento in curva molto veloce. Il tutto enfatizzato dal comportamento delle gomme Michelin. Il motore ha il carattere tipico delle Honda CRF, molto buono fino a metà, ma privo di allungo e con una potenza nella media.
Honda Daverio: (Beltrami) In questo caso l’assetto “strano” è voluto dal pilota, con sospensioni piuttosto morbide specialmente all'anteriore. La forcella si chiude molto in staccata e la moto tende a “prendere sotto” in entrata di curva. Beltrami ovvia al problema dando un filo di gas anche in inserimeto di curva. Beato lui! Anche in questo caso il motore (abbiamo testato il modello a carburatore n.d.r.) mantiene la caratteristica erogazione CRF, molto pronto ai bassi regimi ma non particolarmente dodato di potenza e allungo.
Honda X Team: (P. Gaspardone) Sospensioni molto morbide (troppo?) per la moto di Gaspardone Junior, specialmente al posteriore, con un assetto che sembra privilegiare più lo sterrato che l’asfalto. Il motore ha un erogazione molto personale, piuttosto lento in accellerazione. Ma si rifà alla grande con un ottimo allungo. Non esaltante anche in questo caso la potenza massima.
Husqvarna Factory (Seel) Eddy Seel adotta un assetto tra i più particolari del mondiale, con la moto molto bassa al posteriore. La caratteristica è stata enfatizzata dalla diferenza di peso tra il fantino belga e i nostri tester. O ti ci abitui oppure…. Il motore richiede una guida “wide open”. Manate di gas che lo facciano girare in alto, dove sa esprimersi alla grande. In basso infatti la spinta è totalmente assente.
KTM Factory (Chambon) Semplicemente fantastica, la più performante tra le 450 provate secondo entrambi i tester. La ciclistica rasenta la perfezione, anche grazie all’ottimo lavoro di messa a punto del “Lupo” e permette di fare tutto con facilità e sicurezza. Il motore non è da meno, con un'ottima accellerazione, dei medi molto corposi e un'allungo che non ha eguali. La potenza massima è al vertice della categoria. Difficile pretendere di più.
Suzuki Lux Performance (Ravaglia) Assetto da ex crossista per la moto del pilota bolognese con il posteriore alto e la forcella morbida, dedicato ad una guida tutta “d’attacco” . Il motore è stata una bella sorpresa, dotato di un’erogazione elettrica, molto efficace in pista e con un buon allungo. Bella conferma anche per le gomme Bridgestone che garantiscono ottima stabilità e grip.
Suzuki Rigo moto: (Boano) Considerato che il pilota è un ex endurista, l’assetto lascia inizialmente un po’ sconcertati. Nel senso che è talmente rigido ed estremizzato per rendere al meglio sull’asfalto, da compromettere in parte l’efficacia nella parte di sterrato. De gustibus…… Anche per questa Suzuki il motore è molto buono, ha tiro a tutti i regimi e in più rivela una elevata potenza massima, penalizzata in parte dal rapporto finale troppo lungo utilizzato nell’occasione.
TM Factory (Baraccani) La moto pesarese è caratterizzata da una ciclistica molto istintiva, che rende la guida facile e poco affaticante mentalmente. In evidenza l’ottima direzionalità e il grip in uscita curva, segno di un’accurata e riuscita messa a punto. Il motore ha la tipica erogazione dei modelli Tm racing, fiacco sotto, ma molto buono dai medi agli alti regimi e con un'elevata potenza massima.

Le protagoniste della classe S1
Husaberg Factory (Iddon) E’ una moto molto facile ( è tutto relativo…..), nessuna reazione anomala, nessuno squilibrio generale. La ciclistica è omogenea e la moto risulta molto “neutra” nella guida. Il motore è elastico, anche se più lento in accelerazione rispetto alle concorrenti più dotate. E’ sicuramente la moto più facile e “umana” tra i “bombardoni” della S1.
Husqvarna Factory (Delepine) L’abbiamo soprannominata “maglio rotante” perché è dura come un incudine e il motore “mena” come un dannato. La ciclistica è influenzata dalle sospensioni molto rigide volute dal campione del mondo, che associate ad un motore dotato di un'erogazione molto rabbiosa, non fanno venir voglia di dare alla moto troppa confidenza. La potenza è tanta, tantissima. Anzi di più!
KTM Factory (Hiemer) Anche in questo caso la ciclistica è molto particolare. L’assetto della moto del giovane tedesco rispecchia il suo stile di guida arrembante. Sulle prime l’avantreno sembra troppo alto, ma entrando decisi in curva e dando gas la moto si “accuccia” e si riequilibra come per magia, permettendo grandi velocità di percorrenza e uscite a gas spalancato grazie all’elevato grip garantito (anche dalle gomme….). Anche in questo caso la potenza è tantissima, e tra la’ltro l’erogazione voluta dal pilota non è neanche tanto “gentile”. Ci vuole polso e mestiere per far rendere al massimo questa moto.
KTM H2O (Lavetti) La moto del team toscano era in pratica la prefigurazione del modello 560 cc. che andrà in produzione come model year 2006. Il motore è molto regolare e trattabile, ma paga la differenza di cavalli rispetto alle moto ufficiali della classe S1. La ciclistica è invece al top, equilibrata e con regolazioni "intermedie" tra uso on e off. Anche in questo caso è da evidenziare l'ottimo comportamento della Marzocchi Shiver, ormai un "must" per il settore.
KTM LP Moto (Mariani) Assetto “custom” per l’ex crossista pesarese. La sua KTM “kit” è bassa dietro e alta avanti, e richiede ingressi di curva decisi che favoriscano il trasferimento di carico, che riequilibra (in parte) l’assetto. Buono il motore con un erogazione “gentile” e una potenza discreta anche se non al top.
TM Factory (Guyot) Ciclistica quasi perfetta per la moto dell’esperto pilota francese, con una taratura tendente leggermente al morbido sia per la forcella che per il mono. Forse per questo motivo si tocca facilmente con le pedane. Il motore è al top della categoria, si sfrutta bene ed ha una potenza elevatissima. Volendo si fa tutto con due marce!
In uscita di curva la tendenza all’impennata non è sempre facilmente controllabile. Ma il giudizio finale è più che ottimo.
