COME VINCERE UNA GARA DEL TRIVENETO SUPERMOTARD? SEMPLICE, GUIDARE UNA SXV 4.5 DI SERIE

L’avvincente campionato triveneto supermotard, organizzato da Enrico Valdemarin, ha preso il via domenica 24 aprile al kartodromo di Ala(Trento): diversi le classi in cui i piloti possono affrontarsi nelle “sliding” e derapata che ormai sono entrate nel vocabolario quotidiano di ogni appassionato motociclista: la consueta suddivisione tra sport e prestige e uno spazio per una classe riservata ai piloti più giovani. Che il campionato fosse organizzato in modo fantastico questo era garantito in partenza, ma a dar maggior rilevanza alla prima gara è stata la performance davvero strabiliante di Stefano Mazzon e della bicilindrica di Noale.
La SXV è nata da un progetto specifico frutto della passione e background tecnico di un team di ingegneri: il loro target era di studiare una moto di serie assolutamente pronta all’utilizzo racing.
Queste le idee principali del progetto: sviluppare un motore bicilindrico che garantisse prestazioni, meno vibrazioni e riuscisse ad abbassare il baricentro della moto al fine di rendere la SXV più precisa e maneggevole. Progettare un telaio estremamente rigido: un traliccio di tubi in acciaio fissato per interferenza a piastre laterali in alluminio a cui integrare il V twin a 77° come elemento stressato per aumentare la rigidità d’insieme. Disegnare una livrea continua e senza spigoli con la finalità di dotare la SXV di una sua particolare identità e distinguersi dalle solite proposte nel settore motard. Questi gli intenti del progetto a cui è seguito una forte comunicazione del DNA corsaiolo della motard italiana: qualche mese fa tutto era stato deciso solo su carta ma ora è arrivata la conferma che la SXV è nata per vincere in pista.
Una moto a cui sono stati effettuati gli ultimi controlli di qualità, qualche ora prima, dalla futuristica catena di montaggio di Aprilia, priva di qualsiasi settaggio ciclistico o motoristico e con affianco la sua borsetta degli attrezzi ha vinto la manche del triveneto ad Ala.
Il pilota ha subito trovato un feeling eccezionale con la bicilindrica: per quanto una moto possa essere veloce, performante e dedicata al mondo racing non è davvero facile per un rider, abituato alle sue regolazioni e impostazioni di guida, salire in sella e vincere. Manubrio in alluminio a sezione variabile si serie, sospensioni anteriori e posteriori di serie e come se non bastasse impianto frenante anch’esso di serie.
Appuntamento con la seconda gara del triveneto supermotard al 21.05.2006 e il Luciano Mosele show