E SE FOSSE IL CORSARO NERO?
Castelletto di Branduzzo. 18.05.2006

10 anni fa scoppiava la mania del “Corsaro Nero”: non sto parlando, in questo caso, del classico della letteratura italiana scritto da Emilio Salgari, bensì della sfrenata passione e del “movimento” popolare nato attorno alla figura di un pilota con un talento da vendere. Era il 1996 e Max Biaggi vinceva il suo terzo titolo iridato in sella alla Nera e straordinaria Aprilia 250 factory: il pilota romano era seguito dai suoi fans nei circuiti del mondiale e tutti vestivano la bandana nera del corsaro. Quel fazzoletto in testa era diventato una moda, un simbolo identificativo di un foltissimo gruppo di tifosi e della stessa Aprilia.
Ora, il corsaro è tornato al suo primo amore e fa rivivere in noi quei momenti, di continue vittorie, indimenticabili : Max era stato uno dei primi piloti del motomondiale ad avvicinarsi alla categoria supermotard. Il pilota 4 volte campione del mondo aveva capito quanto fosse divertente la guida in sliding e soprattutto quanto fosse utile allenarsi in circuiti dove le curve hanno un raggio molto stretto.
Non è un caso che Max abbia scelto di provare ieri la più innovativa moto del panorama supermotard. La SXV ha ottenuto, per usare un termine tennistico, il “grande slam” alla prima mondiale di Castelletto: pole position, giro veloce in gara e doppietta finale. La bicilindrica, come se non bastasse, è la moto più chiacchierata del momento grazie alle sue soluzioni tecnologiche di prim’ordine.
Ieri però devo ammettere che , tutta la tecnologia messa in campo dalla motard spinta dal fantastico V twin di 77°, è stata “vinta” dall’emozione provata dal rivedere Max in sella alla moto della casa del leone.
Un connubio uomo/macchina semplicemente perfetto.
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