
CR&S – “Vun” Mistostretto
Prende il suo nome dal dialetto Milanese “VUN” (uno..ndr), e segna di fatto l’inizio di un nuovo modo di pensare, progettare e vivere la moto, sia dal punto di vista di chi deve crearla e modellarla secondo le richieste del cliente, sia dal punto di vista da chi poi avrà il piacere di viverla quotidianamente.
Un progetto quello nato dall’idea di Roberto Crepaldi, un imprenditore milanese che prima di tutto è un autentico appassionato motociclista, che non ama limitarsi a ciò che le grandi case motociclistiche in genere sono in grado di offrire ma che ritiene fondamentale, per gustare appieno la propria passione, cucire addosso come un vestito ad ogni appassionato la propria moto.
Grazie alla sua passione ed a quella di prestigiosi collaboratori come Roberto Pattoni (titolare del marchio PATON), Giorgio Sarti e Giovanni Cabassi è nata la “Vun” alias “Mistostretto” un’opera di autentica “sartoria” motociclistica.

Come è fatta
La moto presenta soluzioni di primissimo livello a partire dalle tecniche di costruzione del telaio saldato manualmente a TIG (processo di saldatura per fusione), piastre di installazione motore in lega leggera, ammortizzatori Paioli od Ohlins, forcelle Ceriani, ammortizzatore di sterzo, impianti frenanti Brembo ed una miriade di possibili regolazioni di varie componenti del telaio (dalle pedane ai manubri).
Il tutto abbinato ad una unità termica diffusa e collaudata con un ottimo rapporto prestazioni/affidabilità, il noto monocilindrico Bombardier Rotax a 4 valvole di 652 cc. già montato sulla serie Fs Bmw, a vantaggio di una facile reperibilità di assistenza e ricambistica.
Un idea studiata fin nei dettagli quindi che non ha lasciato nulla al caso.

Come va
Grazie alla disponibilità della CR&S abbiamo potuto testare dal vivo presso il circuito di Castelletto di Branduzzo ciò che fino a 2 anni fa era solo un idea di 3 amici con la stessa passione.
La posizione di guida è abbastanza caricata in avanti nonostante il manubrio alto, il serbatoio è molto simile a quello delle ducati 748/916 e permette un buon inserimento delle gambe all’interno delle sue forme.
La sella è particolare ed è formata da una serie di 3 cuscinetti che si rivelano nell’utilizzo in marcia molto funzionali.
Fin da ferma si nota la leggerezza del complesso (135 kg a secco) ed una volta in marcia questa sensazione si amplifica ad ogni minimo spostamento del corpo divenendo quasi imbarazzante se si pensa di essere comunque alla guida di una naked.

Il motore è stato riveduto e corretto sotto il profilo dell’erogazione grazie all’adozione di un corpo farfallato Rotax-dell’Orto da 52mm con doppio iniettore che rende l’erogazione molto lineare (anche se si nota ancora un fastidioso effetto apri-chiudi a bassi regimi..ndr), niente di impressionante in termini di potenza pura ma che garantisce abbinato a questa ciclistica una guida molto divertente.
La Mistostretto infatti da il meglio di se con una guida fluida, rotonda, tra i 3500 ed i 5500 giri…andare oltre ha poco senso e perde in efficacia.
La frizione stacca bene è molto modulabile ed anche sotto stress non mostra segni di cedimento particolare, non fa tantomeno rimpiangere le ormai note e diffuse “antisaltellamento”nemmeno nelle staccate al limite.
Ottima la frenata, potente e modulabile, grazie all’adozione di un impianto con pinza ad attacco radiale e disco Wave della Breaking da 320 mm.
Il telaio molto rigido e l’avantreno stabilissimo(grazie anche all’ammortizzatore di sterzo…ndr) in qualsiasi frangente danno sempre una notevole sensazione di sicurezza anche nelle curve più veloci.

A voler cercare il cosiddetto “pelo nell’uovo” va fatto un piccolo appunto alla rapportatura del cambio che ha una prima marcia troppo corta (ed in alcune curve del circuito questo si avvertiva) ed al mono posteriore abbastanza morbido (in versione “stradale”) ma immediatamente correggibile con un breve intervento di regolazione allo stesso.
Particolare anche la posizione del cavalletto (anteriore) anche se a mio parere forse un pò esposta ed a rischio contatto nelle pieghe più al limite
Rimane comunque un gran bel “giocattolo” non minimamente paragonabile a nessun’altra naked in commercio che ha lasciato positivamente impressionato tutti i presenti.
Se a tutto quanto sopra si aggiunge il fatto che sembra sia possibile ridurre ancora di quasi 15 kg il peso in assetto only-race beh…lascio immaginare a voi cosa si può combinare con questo mezzo.

testo Mauro Astori
photo Giovanni Varesi www.barcarofoto.it