Comunicato n. 7/07 - Cuneo 31/3/2007
TUAREG RALLYE 2007 (dal 17 al 26 marzo) moto – quad – jeep - camion

Domenica 25 marzo si è conclusa l’edizione più dura del Tuareg Rallye, in quel di Mojacar località balneare della costa andalusa.
Si è trattato di una edizione molto impegnativa che ha messo alla prova anche esperti piloti del mondo del fuoristrada. La proposta tedesca non ha più niente da invidiare alle più famose prove di Rallye-Raid e nel suo svolgimento determina una concreta selezione al fine della classifica finale. Come sempre vince chi sbaglia di meno, chi non ragiona solo col gas spalancato, chi interpreta bene sia il road book sia le preziose indicazioni dei briefing, chi conta su una preparazione atletica impeccabile. Da questo punto di vista l’organizzazione ha perseguito i suoi obiettivi: smorzare le velocità per ridurre gli incidenti seri e privilegiare la regolarità per premiare il pilota rally nella sua completezza. Un obiettivo raggiunto.
La categoria amatori è rimasta e rimarrà la vera categoria amatoriale, ma in futuro nella “profi” tecnicamente dell’amatoriale non resterà più niente.
Problemi di regolare svolgimento del rallye purtroppo ce ne sono stati soprattutto originati dallo sbarco in Marocco allorché la dogana di Melilla ha bloccato il secondo traghetto per oltre 5 ore (!) per le formalità di ingresso nel Paese. Gioco forza la prima conseguenza è stata che la partenza è avvenuta alle 15:00 anziché alle 10:00 con taglio consistente del programma che si è limitato alla disputa di una speciale e di un lungo trasferimento. Il problema iniziate ha messo in affanno l’organizzazione che ha potuto recuperare appieno la gestione della gara solo dopo il terzo giorno. A soffrire di più dell’ intoppo, anche in ragione di un numero forse troppo elevato di partecipanti, sono state le classifiche pubblicate a ora molto tarda e per i primi giorni solo relativamente alle singole tappe, ma dal 4° anche con la generale.
Il Marocco ha accolto la carovana con un clima molto freddo nelle ore mattutine e serali, disagio accentuato da un vento sempre molto teso che nella terza giornata di gara si è evoluto in una tempesta di sabbia scemata per fortuna nella notte.
Gli italiani hanno vissuto la gara da protagonisti sia nelle due che nelle quattro ruote.
AUTO
Nelle quattro ruote, categoria “profi”, Marco Faverzani copilotato da Valentina Vavassori ha affrontato la competizione con la giusta riflessività e umiltà senza mai prendere rischi eccessivi e basando la prova sulla regolarità dei piazzamenti. Non hanno solo conquistato un inaspettato 5° posto assoluto ma anche il premio simpatia che italiani e stranieri hanno dimostrato nei confronti dei due fidanzatini volanti. Marco ha le carte in regola per età ed esperienza per diventare una splendida realtà dei rallies raid futuri. Erano l’unico equipaggio italiano nelle auto ma hanno degnamente rappresentato l’Italia delle corse in auto come nessuno prima in questa competizione.
QUAD
Anche quest’ anno nessun pilota quad italiano se l’è sentita di schierarsi al via di questa manifestazione. Ci siamo però consolati col 3° posto conquistato da David Zubaquero su Bombardier DS 550, un vero è proprio funambolo anche se alla sua prima esperienza in Africa. Zubaquero era schierato dello spagnolo Team Patanegra SL (titolare l’italiano Moroni) che ha sempre condiviso il coordinamento degli italiani.
MOTO
Nelle moto ed alla distanza Gianni Ronco (KTM 525) si è confermato pilota di spessore, venuto fuori dopo una partenza sorniona, con una raffica di buoni risultati di tappa che lo hanno visto terminare in 8.a posizione assoluta. La sana rivalità tra due vecchi amici ha fatto si che un esordiente nei rally, ma non certo un ragazzino, si sia portato a casa un prestigioso e guadagnato risultato come l’ 11° posto assoluto di Bartolo Donetto (KTM 525) amico di Gianni da tempo. Alcuni chiarimenti energici in uno “slang” tutto piemontese a fine tappa si sono trasformati in una parentesi divertente per i tanti addetti alle assistenze.
Nelle moto ci poteva anche scappare il colpo sensazionale ma la dura legge di questo rallye non ha risparmiato un vincitore di tappa come la rivelazione Mattia Boer (KTM 525) di Sguma Desert Team (17°), alla sua prima esperienza di rallye-raid, che in uno dei giorni più duri ha sfoderato una guida da fuoriclasse della sabbia vincendo l’assoluta.
Peccato per una penalizzazione di 4 ore per salto di controllo che non ha consentito al torinese di conseguire il posto che meritava in classifica generale. Anche il suo compagno di team Roberto Boasso (KTM 450) ha svelato ottime doti di guida sia sulle piste veloci che nelle insidiose dune dell’Erg Chebbi. Robertino si è reso protagonista di duelli e di tandem entusiasmanti che però nulla hanno valso verso una penalizzazione di moltissime ore dettate dal regolamento particolarmente severo per salto di timbro nella 4.a tappa. Buona prova del cuneese Bosio col 61° finale.
La grossa penalità di cui sopra è stata in un certo senso condivisa dalla vera rivelazione di questo rallye. Il palermitano Edoardo Bonanno è arrivato a disputare questo rallye con le carte in regola per portare a casa un risultatone. Preparato fisicamente, concentrato gestionalmente, è riuscito a farsi apprezzare sia come pilota che come persona, arrivando a ricordare col suo aspetto fisico ed il carattere tenebroso, il più grande di tutti i piloti. Il suo secondo posto assoluto in una delle tappe più dure la dice lunga sulle sue possibilità. Peccato per quell’unico determinante salto di timbro, ma di Edo che per il 2007 si acontenta del 40° posto, ne sentiremo parlare ancora.
Degnissima di nota è la prova di Michele Gallizia (Yamaha WR450) del Team Mondocorse. Il comasco ha interpretato a meraviglia la filosofia di questa gara girando “rotondo” per tutte le tappe senza commettere mai errori di salto di timbro o controllo visivo. Il 20° posto finale è un risultato meritato per un ragazzino di 45 anni che non ha mai rischiato, conquistato anche grazie ad una assistenza sobria ed efficace.
L’imolese Paolo Bellini alla sua seconda partecipazione ha correttamente messo a frutto l’esperienza e il 27° posto finale rappresenta un bel passo avanti nella maturazione del pilota.
Anche il genovese Alessandro Madonna merita un citazione per la caparbietà con la quale si è presentato al via alla guida della stessa Yamaha TT600 del 2006. Il traguardo finale è stato conquistato coi denti ma per il prossimo anno lo vorremmo vedere su un mezzo più confacente alla caratteristica di questo rallye.
Andrea Revel è stato il pretesto che ha fatto scattare la solidarietà italiana che è riuscita nell’intento di recuperare di notte (con la Toyota assistenza di Mattia Boer) la moto in panne piantata a parecchi chilometri in mezzo alle dune del Chebbi. Anche se il lavoro notturno ha consentito al “Rev” di ripartire e di terminare il rallye, la penalizzazione subita ha relegato il torinese nella zona centrale della classifica (53°).
Per la comunità di italiani il rallye ha girato a due velocità. Se la davanti c’erano dei “racers” col tricolore che davano pesanti manate di gas in un'altra dimensione si potevano osservare gruppi eterogenei di partecipanti che interpretavano la manifestazione come pretesto per una fantastica passeggiata attraverso piste e scenari da sogno. Uno dei gruppi più simpatici era formato dai 6 palermitani (Turco, Naselli, Musso, Lo Iacono, Brucato & Duck) venuti con obiettivi ben diversi dal loro compaesano Bonanno. Sono pressoché stati sempre insieme e qualche volta, anziché partire per la tappa, si sono presi un meritato riposo nel fare qualche visita o assistendo agli spettacolari passaggi nelle dune dei concorrenti in gara. Stessa cosa per il gruppetto a formazione spontanea di Danilo Cicuto, Roberto Ciotti, Franco Nespoli e di PP & WB (Pietro Pasti e Barbara Werner) che sono riusciti anche a fermarsi per mangiare una pizza tra un trasferimento e l’altro ! Bene i tre amabili napoletani Cariello (scintille nelle prime due tappe), Brangi e Bove che hanno interpretato la loro partecipazione in modo rispettivamente diverso, ma che sicuramente per un altro anno faranno un bel pensiero potendo ritornare ricchi di esperienza. Sfortuna nera per Nello Sandri, Igor Bruno.e lo svizzero Franco Nespoli.
Un discorso a parte va fatto per Giampietro Dal Ben e Stefano Carlotto che sono arrivati alla partenza della gara troppo stanchi a causa dei preparativi dell’azione umanitaria denominata “Energia & Sorrisi”. Hanno fatto la loro gara con sfortune alterne ma il risultato migliore è che tutto il materiale rastrellato in mesi di raccolta è stato interamente e direttamente consegnato alle popolazioni povere grazie anche all’impegno ed alla collaborazione di chi scrive queste note che fino all’ultimo ha coadiuvato, organizzato e guidato il “transatlantico della solidarietà” nella sua missione. Dalle autorità locali del Marocco i vicentini riceveranno delle attestazioni ufficiali di riconoscimento.
Il tradizionale party che ogni anno celebra la fine del rally è stato organizzato con una partecipazione a sorpresa molto piccante che dopo una settimana di deserto ha mandato in ebollizione più di un partecipante. Ha voluto essere un grosso arrivederci al 2008 per una edizione che già da ora si sa, oltre a molti cambiamenti, tornerà alla limitazione dei posti ad un massimo di 100.
Chi è interessato è avvertito, le previsioni sono di esaurire i posti entro giugno 2007 !
Giacomo Ferri – referente Tuareg Rallye