Triveneto Pomposa: il tempo rimescola le carte
Di prima mattina la pista non si presentava facile: la gocce, rade ma insistenti, di pioggia che erano cadute durante la notte e che stavano continuando a cadere, rendevano il percorso molto scivoloso. Ed infatti i primi “assaggi” delle prove libere erano rivolti più alla consistenza dell’asfalto (a detta di molti “duro”…) con scivolate senza conseguenze deleterie, che alla messa a punto vera e propria. Meno male che Giove Pluvio, forse cosciente di rompere non le classiche uova nel paniere ma le moto di appassionati e amanti del “gas” , ha smesso di piangere e così le qualifiche si sono svolte all’insegna dell’umido. Non che questo abbia reso ebbri di gioia i piloti.
Infatti lo sterrato, che sembrava plastilina non permetteva il controllo del bike, anzi, quando “aprivano”, le bandiere al vento, al confronto, sembravano ferme…
Comunque la prima linea era conquistata dai soliti noti. Per la S1: Piva, Bartolini, De Negri e Zanatta, con un Medizza, amante dell’asciutto e vincitore della gara d’apertura a Jesolo, posizionato in seconda fila.Per la S2, quella più numerosa, nel 1° gruppo Roselli, Roncoletta, Gottardo e Carpani e nel 2° gruppo Scalabrin, Veronese, Petrobelli e Viero. Per la categoria Junior/runner Sammartin si piazzava primo seguito da Saligari, Bonafini e Marson.
Tutta un’altra storia al pomeriggio. Il sole usciva ed asciugava il percorso, facendo saltare le messe a punto e soprattutto la scelta delle gomme: scolpite o lisce con scanalature ad hoc?
La poltiglia del mattino lasciava il posto a binari fissi e polverosi con la polvere che si spargeva dappertutto. Ed infatti gli addetti, tra una gara e l’altra, spolveravano l’uscita dallo sterrato con fon giganti, ma, come le brave governanti che mettono la polvere sotto il tappeto, il risultato era … un miglior spargimento. Quindi ad ogni uscita di curva la moto rischiava di prendere la tangente, e solo la conoscenza della trigonometria, che fa parte del bagaglio del buon pilota (sarà poi vero…), le riportava in carreggiata. Qualcuno però non aveva ripassato bene la lezione ed allora…giù a terra!
Il pubblico , alquanto numeroso, ha avuto modo di assistere, tra campionato Triveneto ed Emilia, a ben dodici gare. Considerando anche che erano presenti numerosi piloti partecipanti al campionato italiano, non si è certo annoiato.
Nella prima prova Triveneto della classe regina Zanatta parte bene e si piazza dietro Piva seguito da Bartolini e De Negri. Medizza si ferma quasi subito per problemi. Il quartetto prosegue così fino a pochi giri dal termine, quando c’è un contatto tra Bartolini e Zanatta, dovuto proprio ad un controllo impossibile sulla sabbia depositata sull’asfalto. Quest’ultimo cadendo ha la peggio e deve ritirarsi, consegnando il secondo posto a Bartolini, con Piva primo e De Negri terzo.
Gara due vede un Zanatta più accorto in partenza ma combattivo come non mai. La caduta evidentemente non ha portato conseguenze. Bartolini allunga e finalmente anche Medizza si fa vedere. C’è uno scambio di posizioni giro dopo giro per tentare poi di riprendere Bartolini, che vince alla grande, lasciando il posto d’onore a Piva seguito da Medizza che regola nelle ultime curve un Zanatta, meritevole di raccogliere senz’altro di più di quello che aveva seminato. Ma la bandiera a scacchi non guarda in faccia a nessuno. Chi passa li ha sempre ragione…salvo giudici.
Gianpietro Zamolo
Classifiche: http://www.circuitodipomposa.com/supermoto/2007/04-01/interregionale+.htm
