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DOVE SIAMO: Supermotard : Curiosità
Crisi di iscritti ai campionati Supermotard? Parliamone......
Articolo pubblicato su Ultramotard il: 2007-07-04 23:36:34

Nei primi anni del motard il campionato Italiano faceva da padrone.  Gli iscritti erano sempre più numerosi e gli schieramenti erano  affollati soprattutto da moto, per così dire, medie. Poche erano  quelle con prestazioni e kit stratosferici e i soliti noti si  giocavano campionati e qualche articolo nella carta stampata.
Ora è tutto il contrario. I paddock  sono affollati di tir con annessa  hospitality da 200 mq, furgoni maxi per il solo trasporto di pezzi e ricambi e camper da sogno. Insomma, tutti pronti a salire sul podio  ricorrendo a qualsiasi espediente.
Eppure trovare denaro è sempre più difficile in questo paese, dove a  malapena si arriva a fine mese.
S1, categoria regina ridotta a pochi iscritti compresi gli   stranieri. La  S2 non arriva mai a completare la griglia e lo stesso  vale per la  junior, vivaio e speranza di questa disciplina. Ad ogni  gara partecipano sempre meno piloti e nell'aria serpeggia  odore di  cambiali e debitucci.  Non ci vuole un economista per capire il  successo dei vari trofei e del campionato UISP. Si dirà  pure che  il  motard sia diventato uno sport da ricchi, ed è vero, ma di ricchi in  questo ambiente ce ne sono pochissimi. Oggi non è più possibile  correre con le sole risorse personali. La  piccola ditta amica non  può permettersi grosse somme, così con quel poco che riesci a spuntare  puoi a malapena permetterti qualche gara di campionato. Al contrario,  le grosse aziende disponibili e capaci di forti investimenti  pubblicitari cercano team in grado di vincere non un campionato  regionale o italiano, ma un mondiale.  Ma una cosa è certa: tutti sono  chiamati a rispondere e giustificare tali investimenti, sia piccoli  che grandi.
Chi ha portato in pochi anni il motard in questa situazione?
Sarà l'organizzatore che raccoglie tutto quello che è possibile senza  ridistribuire in parte i lauti profitti in coperture televisive  accettabili, stampa, costi e sicurezza per i piloti?
O forse sarà la maggior parte dei team che per far correre un pilota  giovane o esperto che sia, chiede cifre esagerate?
La federazione è a conoscenza dello stato di salute del motard?
Chi scrive non ha una soluzione o la verità in tasca, ma credo che sia  importante cercare di incontrarsi tutti indistintamente in modo da  capire quale sia la strada da percorrere per rilanciare il motard...e  sicuramente qualcuno ci sta già provando.

FIAMMA motoclub
il presidente
Graziano Candelori




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