Mi sono permesso di scrivere queste righe per cercare di creare un interesse e per riflettere, che non sia solo quello di una cronologia di una gara di supermotard. Con il vs sito date la possibilità di farne un uso civile, dove il confronto, la notizia e qualche scoop può rendere giustizia a quella misera informazione di stampa e televisiva riservato al Motard.Grazie
Con la trasferta di Castelletto e quella Ellenica si è concluso il Camp.italiano ed il mondiale supermoto 2007. Francia, Spagna, Germania, Bulgaria, Italia, sono state tappe molto interessanti dove abbiamo gareggiato in circuiti più o meno adatti ad ospitare un eventi cosi importanti per una disciplina bella e spettacolare. Per il motoclub Fiamma è stata un’esperienza notevole. Ci siamo resi conto di quanto sia difficile organizzare, competere con i migliori piloti della specialità, di quanto sia indispensabile il supporto di un team capace di fornire assistenza ad un pilota e di quanto sia piacevole vivere a diretto contatto con i meccanici e nel paddock. Ma un altro aspetto mi ha colpito, al quale ancora non riesco a dare una spiegazione: l’argomento di discussione che anima e che si ripete in continuazione tra team manager, addetti del settore, promoter ecc. ecc. , è un concetto che a mio avviso dovrebbe essere il principio fondamentale di chi organizza e di chi è coinvolto. Sto parlando dell’interesse generale, parola piuttosto impegnativa nella disciplina del supermotard. La scarsa fortuna nel riuscire a trovargli una collocazione, è facilmente spiegabile: in nome dell’interesse generale bisogna rinunciare agli interessi particolari. Questo è un sacrificio che non piace tanto, dove i cosiddetti diritti acquisiti prevalgono su tutto. Non è semplice agire per l’interesse generale, perché và applicato in maniera credibile, tale da non creare il minimo sospetto che si stia agendo a favore solo di una parte e da imporre come generale quello che in realtà è un interesse solo particolare. Agire per l’interesse generale vero e proprio non è impossibile, almeno per i grandi obiettivi, è indispensabile però trovare un accordo su alcuni punti chiave, la cui importanza dovrebbe esser condivisa da tutti. Un esempio elementare è stato quello del monogomma. Chi non è stato vittima di questa imposizione? All’inizio poteva sembrare superfluo e marginale non poter scegliere, ma questo poi si è rilevato oneroso più del dovuto anche per coloro che disponevano di risorse economiche notevoli. Fa parte dell’interesse generale che tutti paghino le gomme una cifra X, d’accordo, ma è anche giusto che esse siano ad un prezzo ragionevole e sopportabile. Si può ipotizzare la possibilità di permettere ai fornitori di pneumatici disposti a partecipare al campionato Italiano e Mondiale supermoto di competere tra loro A mio avviso, questo andrebbe nella direzione di favorire l’interesse generale, che è anche quello di poter avere maggiore scelta sia nella qualità che nel prezzo. Altro tema molto controverso è quello della pubblicità. A parole tutti concordi sulla necessità di trovare alternative a maggiore visibilità e minor costo Quanto si spende? In che percentuale? L’interesse generale della visibilità si scontra con tanti interessi particolari (a volte anche piuttosto presunti per non dire inventati). Che gli sport motoristici siano sport costosi è risaputo, ma per chi sono costosi? Chi deve spendere? In quali rapporti? E’ proprio impossibile per gli organizzatori ridistribuire in parte i minimi guadagni con montepremi per piloti e pubblicità. E possibile che i team, per la maggior parte improvvisati, gestiti da praticoni e riconosciuti tali solo dai loro bilici colorati, propongano a prezzi esagerati assistenza, per così dire meccanica e logistica, a giovani piloti (humus) offrendo per di più moto riciclate da magazzino o moto nuove dove non riesci a capire se a quel prezzo puoi scegliere o quella moto o una Porsche del 2002 cabrio?. Allora mi chiedo e domando, per quale motivo si può essere attratti dal motard? Per quale motivo i media possono essere interessati E un interesse generale o un interesse particolare?. C’è solo da proporre una sollevazione unanime di tutti gli interessi particolari colpiti, essendo dubbio che si possa costruire l’appoggio trasversale dei virtuosi. Credo che gli organizzatori, team manager e praticoni, non possano permettersi esitazioni davanti a queste domande, se non vogliono esser travolti dal continuo frammentarsi degli interessi particolari. Perché uno sport nuovo come il supermotard, senza una disciplina dell’interesse generale è destinato a frantumarsi e divenire ingovernabile, il che davvero non vedo a chi possa giovare, visto che ormai neanche gli sponsor di settore ci credono più ed alcuni personaggi rilevanti lo definiscono addirittura uno sport di M..DA! Questa mia riflessione è solo uno spunto per dare un input a tutti gli addetti ai lavori cosi che possano insieme trovare SANE motivazioni per divulgare la disciplina e non renderla preda di interessi di pochi. Non per ultimo: in tali termini, che possibilità ci sono di motivare i giovani piloti di fronte al solo sacrificio?
Distinti saluti il presidente Motoclub Fiamma
Graziano Candelori