La tecnica supermotard è in una fase di continua evoluzione, se non in alcuni
casi di vera e propria rivoluzione. Giunti ormai a metà stagione abbiamo voluto
veder lo stato dell’arte della specialità curiosando sotto le tende dei
principali Team impegnati nella gara di Latina del Campionato Italiano.Ecco
quello che abbiamo visto.
HUSABERG RIGOMOTO. La moto di Lazzarini sembra un verio e proprio laboratorio viaggiante.
Le modifiche più appariscenti sono alla cislistica con le due piastre anteriori in alluminio per irrigidire del telaio. Saldature supplementari un po ovunque per rinforzare una ciclistica diventata evidentemente carente dopo la cura di potenziamento del motore.

Notevole anche il sistema di scarico, con i collettori costruiti con decine di pezzi saldati tra loro (ma quante saldature hanno fatto?!) che dopo un percorso tortuoso confluiscono nel doppio silenziatore finale in titanio. Il serbatoio originale è sparito per far posto a due semiserbatoi in alluminio (ognuno con tappo separato) sormontati da un elemento che funge da collettore per inviare aria fresca al filtro.
Il freno anteriore è Beringer a sei pistoncini. Una finezza l’apertura sul parastelo per agevolare il raffreddamento dell’unità frenante. Sempre al Team RigoMoto, ma sulla Yamaha di Ermondi era presente un curioso serbatoio sul manubrio, che sembra un polmone di compensazione per gli steli della forcella anteriore.
HUSQVARNA. La moto di Eddy Seel ha un motore con cilindrata topo secret (670 cc?) e la famosa ciclistica con canotto di sterzo abbassato e regolabile nell’inclinazione e interasse ridotto.
Splendido lo scarico completamente in titanio della Arrow con il collettore doppio che diventa unico all’altezza del cilindro.

La forcella è Marzocchi da 50mm “dedicata” con trattamento degli steli al “Al TiN” (alluminio, titanio) per migliorare la scorrevolezza.

La moto evidenzia da ogni angolazione una grande cura dei particolari. La stessa moto era a disposizione anche di Beltrami, segno che ormai le scelte ciclistiche sembrano definitive. Il pilota bolognese ha portato in gara anche la nuova 450 che nel motore ricalca l’unità utilizzata nel cross (TC) e usa una cislistica convenzionale, praticamente uguale alla serie.
KTM. Le moto dei fratelli Farioli sono delle normali VDB “Replica” (per quanto una moto come questa possa considerarsi normale). Nulla di particolare rispetto alla serie quindi, se non una presa d’aria dinamica in carbonio sul freno anteriore per cercare di tenere sotto controllo la temperatura di pinza e disco.

Anche l’unità motrice ad un esame visivo sembra strettamente di serie con lo stupendo scarico sdoppiato Akrapovic. Meritevole di segnalazione il prototipo allestito dal Team Lux su base 525 SX con ciclistica modificata (quote principali stile VDB Replica) e motore “vitaminizzato”. Assomiglia un pò al prototipo utilizzato da Chambon nel mondiale.
TM. Anche le moto della piccola casa pesarese continuano il loro sviluppo e sembrano ormai competitive con la migliore concorrenza.
Il motore è sempre di 600 cc. (almeno, così dichiarano…) con marmitta Giannelli a collettore unico e silenziatore finale stiele “bazooka” metre la ciclistica e la componenetistica sono convenzionali con sospensioni Ohlins davanti e dietro.
VERTEMATI. Qui le cose interessanti erano numerose. In evidenza la pinza freno posteriore Brembo, con posizionamento invertito rispetto alla norma e asta di rinvio, stile GP.

Le moto erano tutte dotate della marmitta Akrapovic con collettore unico di grosso diametro che ha sostituito ormai quella con i due collettori più piccoli utilizzati prima.
Abbiamo visto montati su una delle moto factory anche i cerchi in alluminio forgiato della Marchesini che evidentemente continuano il loro sviluppo. I cerchi non sono stati però utilizzati in gara.

VOR. Le moto di Lavetti e Bartolini sembrano molto vicine alla serie, tranne alcuni accorgimenti tipicamente racing, come scarico, serbatoio in alluminio, sospensioni Ohlins.
Il forcellone è quello che andrà in produzione di serie nei modelli 2004. Continua anche in VOR la sperimentazione dei cerchi in lega Marchesini.