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DOVE SIAMO: Supermotard : Curiosità
Storia e Tecnica del Supermotard
Articolo pubblicato su Ultramotard il: 2002-01-27 14:57:08schneiderUn pò di storia

Narra la leggenda che le prime SM siano nate i Francia negli anni 80 dalla passione e dalla creatività di alcuni motociclisti e preparatori, che intuirono le incredibili potenzialità di queste moto e diedero vita alle prime special artigianali. Nel giro di pochi anni nacque una vera e propria moda. In Francia non è difficile vedere moto come Transalp o Africa Twin trasformate in SM!

Dopo qualche anno di rodaggio il Supermotard è arrivato anche in Italia.

Ed è stato amore a prima vista. Agilità, semplicità, versatilità e uno stiling molto accattivante hanno decretato in poco tempo il successo di queste moto. Non è difficile capire che proprio grazie alla loro estrema facilità di giuda (almeno fino a certe velocità), questi veicoli siano in grado di regalare grandi soddisfazioni non solo ai piu’ smaliziati motard, ma anche ai piloti meno esperti.
Da qui al farne una vera e propria disciplina motociclistica il passo è stato breve e dopo i primi timidi tentativi degli anni 90, l’anno scorso si è assistito ad un vero e proprio boom di campionati di tutti tipi. Si va dai regionali, di piu’ facile accesso per i principianti, ai piu’ professionali e costosi campionati Italiano ed Europeo. E per il prossimo anno si parla già di un campionato del Mondo!
Al pari degli appassionati, negli ultimi tempi è aumento anche l’interesse delle case costruttrici, le quali oltre ad avere tutte in catalogo almeno un modello SM, si sono impegnate nell’organizzazione di manifestazioni e campionati monomarca (VOR, KTM, Husquarna, Honda).

trinknerTecnica di guida

Il termine che piu’ definisce la guida supermotard è senza dubbio “FUN”. Il supermotard infatti è bello proprio perché lascia la massima libertà di “espressione” in questo campo. Ognuno ha il proprio stile, si va da una guida tutta di traverso, “alla francese”, ad uno stile di guida piu’ fluido, passando per tutte le varianti intermedie. Nel SM si concentrano piloti di varia età ed estrazione agonistica.

In linea di massima, la guida di traverso è adottata da coloro che possono vantare una certa esperienza fuoristradistica e che sono già avvezzi ai fondi irregolari e scivolosi. Chi viene dalla pista è portato invece ad assumere uno stile di guida piu’ pulito (nei limiti consentiti dalla ciclistica delle SM), ma non è detto che il cronometro gli dia torto, anzi in alcuni casi è vero proprio il contrario.
In linea di massima si tratta di arrivare forte in curva, “attaccarsi” al freno anteriore e iniziare a far sbandare il retrotreno (aiutandosi con il freno posteriore), così da trovarsi con la moto già in direzione in uscita di curva. A quel punto si riapre il gas e si esce dalla curva sempre in derapata. Facile no? Se non siete d’accordo sappiate che negli ultimi tempi sono sorte alcune scuole guida che propongono corsi specifici tenuti da noti piloti che aiutano sicuramente chi è alle prime armi.
Comunque, la migliore scuola è la pista e con un po’ di impegno e l’aiuto di qualche amico piu’ smaliziato vedrete che miglioreranno tecnica e soprattutto divertimento.

bantliTecnica moto

Si prende una moto da fuoristrada, si sostituiscono i cerchi e i freni et voilà il gioco è fatto.
Trasformare una cross o una enduro in supermotard può sembrare un giochino da ragazzi.
In linea di massima è proprio così, poi chiaramente le cose si complicano quando si va a cercare la prestazione estrema.
Per chi non ha velleità agonistiche o è all’inizio e non vuole investire cifre importanti si può pensare ad installare cerchi e freni d’occasione, provenienti magari da una moto sportiva incidentata. Con una cifra abbordabile e l’aiuto di un tornitore che ci costruisca distanziali e piastre si può ottenere una SM discretamente performante anche in pista. Per chi è alla ricerca invece della prestazione pura non rimane altro che mettere mano al portafoglio e farsi aiutare nell’allestimento da qualche preparatore in gamba. Cerchi specifici da SM, freni di adeguate dimensioni e prestazioni, pompe freno radiali e soprattutto un adeguato set-up delle sospensioni. E si perché è proprio quest’ultimo particolare che spesso fa la differenza. Gli interventi consigliati (da far eseguire ad uno specialista) sono una riduzione della corsa e un’idraulica piu’ frenata per entrambe le sospensioni, molle piu’ dure, soprattutto per la forcella e olii diversi per adattarsi al diverso uso. Anche in questo caso comunque tenete conto che non esiste una taratura universale valida per tutti; ognuno quindi tenderà a personalizzare il set-up in base al proprio stile di guida.
Il consiglio valido per tutti è comunque quello di procedere per gradi nello “stravolgimento” della moto, così da capire quale sia l’effetto di ogni singola modifica ed eventualmente poter tornare sui propri passi.

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