
Di una cosa sono sicuro: almeno una volta nella vita tutti noi abbiamo vestito i panni d'implumi novellini di fronte ad autentici Messia delle due ruote che, fra una birra e un'altra, sputano sentenze su questa o quella moto, su questa o quella piega, su questa o quella vita.
A sentir loro il fatto che sono indiscutibilmente i migliori è implicito nel loro fare spocchioso: non lo dicono, ma farciscono i discorsi con affettati di "sono er mejo".
Odiosi e teneri al tempo stesso: di solito hanno la più fiammante fra le tute intere in commercio, caschi iper personalizzati e moto che respingono gli acari della polvere come Biscardi la grammatica italiana.
Il divertimento è tutto lì, dire di essere, di avere, di dimostrare più di quanto realmente c'è, si è, si ha, o si dimostra…
L'uomo è da sempre l'animale più intelligente - o il più stupido: dipende dal punto di vista e dalle cose abominevoli di cui è capace… - ed è per questo DNA tanto evoluto e preciso che spesso ci si dimentica che può essere altrettanto bambino da mettersi al primo posto del podio anche se digiuno di corse.
Ne conosco tanti di tipi che muovono aria dalla bocca senza che il naso rimanga della stessa dimensione di quando hanno cominciato ad alimentare il niente di ciò che dicono, e non è improbabile che anche voi conosciate diversi Pinocchio sparsi qua e là lungo lo stivale. Il più delle volte si tratta di soggetti che non ragionano se non attraverso freddi dati tecnici appartenenti a mansioni lavorative di altri, al patrimonio genetico di chi affonda con consapevolezza e precisione le mani nell'olio e nel grasso per creare motori, telai e quant'altro che abbia per un appassionato un'apparenza vitale. E vita c'è realmente in quelle creature d'acciaio, alluminio e lega: è la stessa vita profusa dalle sapienti mani di chi realmente ci sa fare e, quando stacca con il lavoro, non ha interesse di parlare di motori…
Poi ci sono quelli del Team, quelli alla Joe Bar, ma loro li lascio stare.
Il motivo? Mi piacciono! Lo so, dai miei deliri si direbbe che vi ho "abituati" a stare attenti, a guardare la strada cercando sempre di non sentirvi gli Haga della situazione, di non esagerare…Il problema è che sarei ipocrita se vi scrivessi che non sono uno a cui piace correre, non sono uno che si gode come un matto quando vede una R1 che apre furiosamente in piena tangenziale, non sono uno a cui viene la pelle d'oca nel sentir rombare un Ducatone, o che non si commuove nel vedere le sfolgoranti moto fotografate in Café Racer…
Io sono tutto ciò, con un'ulteriore postilla: mi piace andare in moto e mi piace correre in totale sicurezza. Non devo dimostrare che so viaggiare più forte degli altri per sentirmi un motociclista migliore, non devo provare, ecco, provare, di saper tutto di motori, telai e pneumatici.
Mi interessano solo le sensazioni, le emozioni!
Non so tutto - anzi, forse molto poco rispetto a tanti centauri assai più moto-istruiti di me - eppure ho anch'io nel sangue una passione che vibra ad ogni giro di gas e penso che questo sia sufficiente per giudicarmi a pieno titolo uno di voi.
Sono stufo di entrare in combriccole dove la cosa più importante e necessaria da dire o da verificare sta tutto lì, nella temperatura ideale dei pneumatici (con quelle odiose virgole fra un valore ed un altro), o nei cavalli in più regalati da questo o quello scarico (avete già una moto che, di serie, arriva ai 260…di che "aiuto" in più avete mai bisogno se non andate in pista?), o, ancora, nella fredda esposizione di dati, parametri, codici.
Quelli sono tipi noiosi, e poi le cose che dicono non sono quasi mai esatte tanto quanto quelle rare pillole di saggezza che mi regala il mio vecchio meccanico parlando in romanaccio stretto fra un'aspirata di sigaretta e un'altra.
Liberiamoci dei codici, ve ne prego! "No code", scrivono i Pearl Jam su un loro mitico album. Ci sentiremo tutti più liberi e più consapevoli che non dobbiamo fare il tempo, ma semplicemente divertirci.
Cos'è la moto se non divertimento al 100%?
Per tanti è lavoro: lasciamoli lavorare e non intromettiamoci in cose che non ci competono!
Per alcuni è la cosa più importante della vita: forse sono un po' limitati…
Per altri ancora è un ulteriore motivo di conversazione: parliamone almeno bene.
Inutile negarlo ragazzi: è un divertimento, non perdiamoci in inutili chiacchiere.
Buon silenzio a tutti e buona contemplazione della strada in armonia con il mondo che vi circonda! Dopo questa stronzata new age vi saluto e mi butto in su, verso quella strada di montagna che mi hanno detto un po' bagnata e troppo fredda per essere affrontata con le mie attuali coperture; anch'esse troppo gonfie per appoggiare bene sui fianchi. Mi hanno anche detto che, proprio per quella strada, si addice alla perfezione uno scarico un po' più racing di quello di serie: ti fa guadagnare un mare di cazza…
(articolo dedicato a tutti coloro che in pista non ci sono mai stati, ma non vogliono ammetterlo o non sanno di cosa parlare. Francamente ho sempre più ritenuti "pericolosi" i silenziosi: Joey Dunlop docet…)
Lele.