homepage supermotard enduro naked and special tecnica curiosità forum store pubblicità contattaci
  Cerca nell' archivio di Ultramotard nel sito nel forum  
 GALLERY
 MOTOCLUB ITALIA
 OFFICINE ITALIA
 CONCESSIONARI MOTO
 GLOSSARIO
 CONTATTI
 ULTRAPARTNERS
 FORUM
- SUPERMOTARD STREET
- SUPERMOTARD RACE
- SUPERMOTARD WORLD
- SUPERMOTARD TECNICA
- OFF ROAD
- OFF ROAD TECNICA
- PITBIKE
- QUAD
- STREET, NAKED, SPECIAL
- STREET, NAKED TECNICA
- MOTO GP E SBK
- 125cc
- 50cc
- RECENSIONI TECNICHE
- MERCATINO VENDO MOTO
- VENDO ACCESSORI
- MERCATINO COMPRO MOTO
- COMPRO ACCESSORI
- GARE & COMPETIZIONI
- RADUNI ED EVENTI
 ENGLISH FORUM


Ultrapartners
- MOTO
- ALBERGHI
- SHOPPING
- RETEIMPRESE


DOVE SIAMO: Naked e Special : Curiosità
Dritte
Articolo pubblicato su Ultramotard il: 2002-10-27 16:59:48
Queste dritte fanno parte ormai del patrimonio genetico di ogni motociclista esperto, spesso sono comportamenti acquisiti, la conseguenza di sfiorati 'incontri ravvicinati'. Per il motociclista con alle spalle migliaia di chilometri diventano gesti istintivi, si fa così punto. Ma per le nuove leve il rischio è di imparare a guidare sulla propria pelle, cosa che è meglio evitare. Oggi soprattutto che l'apprendistato non sembra più necessario e dalla bicicletta si passa subito al 900 da 140cv è sempre più importante avere un'idea precisa dei rischi e dei pericoli che si corrono sulle strade aperte al traffico.

Allora che aspettiamo, iniziamo..

Le Strisce Bianche

Ecco la prima insidia, sconosciuta agli automobilisti, diventa la prima causa di scivolate per noi motociclisti. Altro che chiazze d'olio, il vero pericolo sono proprio loro, le vernici usate per disegnare la sempre più invadente 'segnaletica orizzontale'. La regola è la seguente, le ruote della nostra moto devono sempre poggiare sull'asfalto non verniciato. Quindi evitare assolutamente di: viaggiare al centro della carreggiata passando sopra la linea che divide le corsie, attraversare le strisce pedonali passando su una banda bianca, ripartire da un incrocio con la ruota posteriore (che è quella che in partenza ha bisogno di maggiore aderenza) sulla linea di arresto, ma soprattutto non toccate il freno anteriore, se la ruota davanti vi parte, addio equilibrio. A me capita spesso di frenare e istintivamente rilasciare il freno nel momento che attraverso una banda bianca che non ho potuto evitare per poi riprendere a frenare subito dopo. Le prime volte dovrete pensarci poi con il tempo diventa automatico. Con la pioggia la situazione peggiora drammaticamente e toccare una striscia bianca diventa spesso l'inizio di una scivolata che può avere anche effetti pesanti. Infatti se di per se si concluderebbe, in condizioni ideali (in pista per capirci), con una carena rovinata e qualche livido nelle strade di tutti i giorni ci si deve affidare alla sorte. Basta invadere la corsia opposta oppure finire fuori strada che tutto diventa molto simile a giocare a testa o croce con una monetina. Ma una scivolata può anche rivelarsi tremenda se vi trovate a dover incontrare il secondo pericolo di noi motociclisti..

Il Guardrail

Per chi va in auto può rappresentare la salvezza per noi il più tremendo dei killer. Sono anni che ci battiamo ma nessuno fa niente. Sono nate delle associazioni per cambiare lo stato delle cose, ecco i primi links
http://www.ninety-eight.net/roadsafety/guardrail.htm#top
http://www.nmcu.org/publ/fema_cbp/.
Cosa c'è che non va e cosa andrebbe fatto?
Tra la lamiera con cui vengono costruiti i guardrail e la sede stradale, se ci fate caso, c'è uno spazio dove il nostro povero motociclista può infilarsi e finire chissà dove, oppure colpire uno dei paletti di sostegno massacrandosi oppure ancora incastrarsi con una parte del corpo e trasformare così una protezione in una tragica lama. Basterebbe aggiungere un secondo livello di protezione inferiore all'attuale per chiudere questo passaggio e salvare migliaia di vite ogni anno in tutto il mondo.

Lo Stato delle strade

Buche, rattoppi, sassi, tracce di gasolio, asfalto liscio le nostre strade sempre più spesso somigliano a quelle di una capitale africana. In più ci si mettono anche i comuni a complicarci la vita, installando spartitraffico-trappola e barriere-killer per ridurre la velocità delle auto ma per far schiantare noi in moto. Finché si affrontano con una moto da enduro ma con una sportiva sono una tortura. Delle volte, giustamente, vengono creati da qualche disperato dei varchi togliendo alcuni pezzi.
Continuate così!

L'Auto che ci precede

Come comportarsi quando ci troviamo a seguire un automobile? Imparare questo vuol dire scampare il 50% degli incidenti, quindi seguitemi con attenzione. Mai e poi mai bisogna seguire l'auto che avete di fronte ad una distanza ravvicinata, neanche in città, stando in posizione centrale rispetto la stessa. Posizionatevi o sulla destra o sulla sinistra ma ripeto mai centralmente. Per abituarvi prendete come guida gli indicatori di direzione dell'auto, fate così, tenete la ruota anteriore sulla stessa direzione delle frecce. In questa maniera potete agevolmente scartare l'auto in caso di una frenata improvvisa. Le auto di oggi montano spesso l'ABS ed anche nelle situazioni che non lo richiedono gli automobilisti sono portati ad usare molta più forza del necessario. Tanto ormai le ruote non si bloccano più e di chi sta dietro che gli frega. L'ideale sarebbe mantenere sempre la giusta distanza di sicurezza ma con una moto sportiva non è proprio il tipo di guida che si preferisce. Tra le due possibilità preferisco consigliare la seconda, infatti tenendosi sulla destra, il guidatore dell'auto ci vede solo dallo specchietto retrovisore e non da quello laterale sinistro (il più usato) e quando dobbiamo effettuare il sorpasso poi dovremmo spostarci completamente sulla sinistra complicando la manovra. Quindi tenetevi sulla destra solo se procedete in coda. Ecco spiegato perché molti motociclisti preferiscono viaggiare centralmente rispetto la strada che percorrono (sempre occhio alla striscia bianca però..). A me piace seguire questa regola anche quando sono insieme ad altri compagni motociclisti, la moto che ho di fronte non sarà mai sulla stessa linea della mia.
Anche il modello di auto ci fa capire con chi abbiamo a che fare eppoi certi modelli portano proprio sfiga, uno in particolare, di una casa italiana famosissima, è da evitare come la peste, ho paura anche a nominarlo, domani mi devo fare un centinaio di km e non vorrei portarmi iella. Inizia per M... quando ci incontriamo ve lo dico oppure provate ad indovinare mandandomi una mail. Altri modelli a cui prestare attenzione sono le Volvo con le lucine rosse delle cinture dentro l'abitacolo che lampeggiano (disattivare il lampeggio è semplicissimo), la classe A della Mercedes che a guidarla spesso trovate esaltati con il pedale sempre a tavoletta perché devono dimostrare che non hanno fatto una stronzata a comprare un auto più piccola di una Punto per quasi 40milioni solo perché fa moda, le monovolume, i cui proprietari per convincersi di non aver buttato i propri soldi in un furgone, devono dimostrare che vanno più veloci delle altre auto, i fuoristrada usati per andare a fare la spesa, chi ha l'adesivo 'bimbo a bordo' ed in generale tutte le varie citycar e microcar.

Il Fumatore e gli altri Personaggi

Come regola generale guardate sempre chi è alla guida dell'auto che vi precede e cosa sta facendo. Questo vale anche se siete alla guida della vostra auto ma ancora di più in sella a due ruote.
Il primo personaggio è il fumatore incallito che oltre a gettare la cenere fuori dal finestrino, ci butta anche la cicca accesa. Pensate solo cosa può voler dire se vi si infila nella manica del giubbotto o nel collo o addirittura nel casco!!
La stessa attenzione va prestata al distratto cronico, colui che non può tenere per più di dieci secondi entrambe le mani al volante. Prima risponde al cellulare (o fa finta di parlarci..) e ci sta un'ora quando sono anni che hanno inventato gli auricolari (ma quanto fa pena stare al cellulare in auto con il telefono all'orecchio, si fa la figura del povero esibizionista pirla..) poi cambia trecento volte stazione radio e continua guardandosi intorno del tutto disinteressato alla strada.
Altra categoria sono i rimbambiti alla guida, la maggior parte degli over 65, a cui non toglierei la patente a condizione di superare un esame annuale severissimo. Vista e riflessi i primi parametri di selezione ma anche esame teorico e pratico estremamente selettivo. Fortunatamente si incontrano difficilmente quando la strada inizia a farsi veloce, invece in città o lungo i passi appenninici sono una delle cause principali di incidente. Procedono alla velocità di una bicicletta e se ve li trovate di fronte dietro una curva, fate la frittata. Si riconoscono spesso dal cappello non proprio da baseball che indossano anche mentre guidano.

Prevedere per Anticipare

Non c'è miglior modo per evitare situazioni di pericolo che prevedere le intenzioni di chi è alla guida delle auto che incontrerete.
Una svolta improvvisa senza freccia, uno stop saltato, un sorpasso mentre voi state già sorpassando ecco cosa prevedere per anticipare una vostra reazione spesso decisiva. Un rallentamento evidente anche senza usare gli stop, la presenza di una deviazione dove l'auto si può infilare, il procedere lentamente con fare indeciso sono tutti indizi che possono preannunciare una svolta improvvisa e non segnalata. Se fate caso la maggior parte degli automobilisti prima frena poi mette la freccia, che non sempre viene usata.
In questi casi un colpo di claxon risveglia il distratto dal torpore e due dita sul freno sono la migliore reazione.
Lo stop saltato è l'altra grande causa di incidenti per noi motociclisti ed anche a velocità urbane sono situazioni estremamente pericolose perché si impatta lateralmente quindi le conseguenze maggiori vanno a carico delle gambe, delle spalle e della testa.
Il mio consiglio è di dare sempre uno sguardo a chi viene da tutte le direzioni, precedenza o non precedenza. Osservate la velocità con cui arriva, se frena, se guarda. Certe volte è impossibile, sbucano all'improvviso (ne so qualcosa..) ma molte altre volte si riesce a prevedere un comportamento potenzialmente pericoloso.
Il sorpasso mentre sorpassate per assurdo si evita più siete veloci a compiere la manovra. Un colpo di acceleratore e vi togliete dai guai, mai mettersi di fianco all'auto che state sorpassando per più di qualche secondo e mai troppo vicini.
Il pollice della mano sinistra pronto sul claxon, appena vedete allargarsi l'auto, sarà il gesto che allerterà il guidatore della vostra presenza.

Usiamo gli Specchietti

Normalmente li usiamo poco anche perché tra vibrazioni e dimensioni minuscole non è sempre facile distinguere qualcosa al di fuori delle proprie braccia. Ma c'è una situazione in cui un rapido sguardo negli specchi può essere determinante. Arrivare come ultimi di una coda e fermarsi è una situazione potenzialmente molto pericolosa. L'auto che sopraggiunge potrebbe non aver visto la coda o accorgersi quando è ormai troppo tardi per frenare e fermarsi in tempo. Anche l'auto successiva può causarvi gli stessi problemi, provocando un effetto domino, tamponando quella dietro di voi che poi tampona voi. Come regola quindi se siete fermi in coda per ultimi o penultimi tenete sempre uno sguardo a chi sta arrivando, frizione tirata e prima inserita. Se vedete arrivare uno lanciato come un missile da dietro sarete pronti a muovervi in anticipo rispetto l'impatto. 

Il Casco? Solo Integrale

Qui non badate al risparmio, scegliete il top. In città potete anche portare un semplice jet (con gli occhiali però..) ma appena vi muovete mettetevi in testa un integrale in fibra. Niente compromessi, niente caschi integrali che si aprono e diventano jet.
Un appunto per la visiera, quelle scure, colorate, lasciamole ai ragazzini con lo scooter, la visiera deve essere bianca trasparente. Gli occhiali da sole sotto il casco integrale non fanno proprio un bell'effetto, anzi direi che sono orrendi.
Gli occhiali usateli solo se avete problemi di vista. Per chi ha problemi di appannamento della visiera è possibile montare dei naselli in gomma che indirizzano l'aria espirata verso il basso, oppure delle pellicole trasparenti adesive che si attaccano internamente alla visiera ed impediscono la formazione di condensa. Allacciatelo sempre, anche le chiusure a doppio anello che inizialmente sembrano scomode dopo averci fatto l'abitudine si riescono a maneggiare anche con i guanti.
Non metterlo è semplicemente stupido, io non faccio pubblicità progresso, che mi frega se uno batte la testa e ci rimane secco perché non aveva il casco. Però ogni volta che vedo situazioni dove chi usa il casco viene considerato uno scippatore perché è l'unico a portarlo mi vergogno di essere italiano.

La Tuta di Pelle

La pelle è il miglior materiale con cui potete proteggere la vostra vera pelle.
Il miglior acquisto che potete farvi è una tuta di pelle divisibile, così potete usare anche solo il giacchetto quando siete in città. Con meno di un milione ce la fate a portarvela nell'armadio ma il motto 'più spendi meno spendi', come per il casco, è azzeccatissimo.
Non tutte le pelli sono uguali, morbidezza, resistenza, durata nel tempo fanno la differenza. Tutte ormai montano le protezioni rigide rimovibili ai gomiti, alle spalle e alle ginocchia.
Le 'saponette' fanno molto racing ma su strade aperte al traffico difficilmente le userete.
Però sono un ulteriore protezione per la zona del ginocchio, quindi perché no? I guanti e gli stivali completano l'abbigliamento di ogni motociclista.

Cambiare e Frenare (la Staccata e la Guida Sportiva)

Gli ultimi modelli hanno le leve al manubrio regolabili su quattro posizioni.
E' quindi molto più facile trovare la distanza giusta della leva dall'impugnatura del manubrio.
Eppure per molti andare in moto è ancora come andare in bicicletta.
Ma allora come usare i freni, la frizione ed il cambio nel modo migliore e più efficace? Per prima cosa è importante sapere che le leve non andrebbero mai tirate con tutte e quattro le dita. Questo perché così facendo viene a mancare una presa ferma del manubrio.
Allora usiamo una o due dita (indice o indice/medio della mano destra) per la leva del freno e due dita (indice/medio della mano sinistra) per la frizione. Se per il freno la cosa risulta molto semplice ed istintiva per la frizione può essere un pò più complicato. Infatti oltre alla durezza della leva può succedere che il movimento della leva, che per forza di cose non può venire completamente tirata come quando si usano tutte e quattro le dita, non faccia staccare del tutto la frizione.
In questo caso può essere d'aiuto regolare la distanza della leva dall'impugnatura. Personalmente non trovo nessuna difficoltà ad usare solamente due dita per la leva della frizione e soprattutto nella guida sportiva, al limite, è fondamentale farlo. Veniamo ora alla manovra fondamentale per guidare in maniera efficace una moto, la 'staccata'.
Che cos'è, a che serve e come farla nella maniera corretta.
Prima però è necessario vedere come andrebbe affrontata una curva nella situazione ideale, cioè in pista.

Possiamo distinguere tre fasi:

La prima (in blu) è il passaggio dalla posizione verticale che assumiamo in rettilineo alla posizione inclinata necessaria per percorrere la curva (la tanto famosa 'piega').

La seconda fase (in rosso) è tutto il tratto che percorriamo con la moto inclinata per fare la curva.

La terza fase (in giallo) è l'opposto della prima, cioè il passaggio dalla posizione inclinata a quella verticale in uscita dalla curva.

Durante queste tre fasi sono due le cose da tenere sempre in mente, la traiettoria che percorriamo e le manovre che facciamo.
La traiettoria ideale percorrendo la nostra curva ideale è entrare il più larghi possibile durante la prima fase, arrivare fino al punto di corda e superarlo durante la seconda fase ed uscire sempre il più larghi possibile durante la terza fase. Il disegno rappresenta molto più semplicemente il concetto.

Durante la prima fase avvengono le manovre decisive per percorrere la curva nella maniera corretta ed è qui che nelle competizioni si creano le situazioni più favorevoli ad un sorpasso. Ritardare la frenata fino quasi dentro la curva per poter essere poi in curva davanti l'avversario. Questa manovra prende il nome appunto di 'staccata'. Si deve agire in contemporanea su freni, frizione e cambio per preparare la moto a percorrere la seconda fase senza dover più intervenire sulle leve. Frenare per ridurre la velocità e poter percorrere la curva alla giusta andatura, scalare il numero necessario di marce per avere il motore sempre disponibile al richiamo del gas. Durante queste manovre possiamo già impostare la piega ma il mio consiglio è quello di cominciare separando nettamente le varie fasi. Quindi mentre siete ancora in posizione verticale frenate e scalate poi subito dopo scendete in piega.

Nella seconda fase, quella della percorrenza della curva, occorre impugnare saldamente il manubrio e non agire più sulle leve, tenere il motore ad un numero di giri costante in modo da avere trazione alla ruota posteriore e concentrarsi sulla traiettoria. In questa fase è possibile uscire con il corpo dalla moto per portarsi all'interno della curva ed accentuare la piega ginocchio a terra. L'unico problema di questa manovra è che perdiamo la presa delle gambe al serbatoio e nel caso di una buca o di un avvallamento è molto più difficile riprendere il controllo della moto. Quindi occhio! C'è un'altra cosa molto importante, la posizione dei piedi sulle pedane. Il segreto sta nello spingere sulle pedane con la punta dei piedi. Le prime volte sembrerà difficile controllare la moto, questo succede perché la sensibilità aumenta moltissimo, ma quando avrete acquistato confidenza con questa manovra, anche la precisione nel percorrere la curva aumenterà di pari passo.
Ma come faccio a cambiare e frenare in questa posizione?
Nella guida al limite questa posizione va tenuta sempre anche in rettilineo, quindi il cambio ed il freno posteriore vanno manovrati spostando velocemente i piedi. Usare il freno posteriore è un'altra dritta che molti ignorano. Cosa lo uso a fare se tanto non frena niente. Qui sta l'errore, pensare di dover usare il freno posteriore per frenare la moto. Per questo è sufficente l'anteriore, il posteriore stabilizza il retrotreno in maniera decisiva quando siete al limite.

Durante la terza fase, l'uscita dalla curva, è importante essere progressivi nel dare gas a moto ancora inclinata. E' qui che il bicilindrico mostra tutti i suoi vantaggi rispetto ad un plurifrazionato, scaricando la potenza in maniera decisa ma graduale. Nella guida su strada i pericoli durante la percorrenza di una curva aumentano. Nelle curve a destra è facile sfiorare il guardrail ma sono quelle a sinistra le più pericolose perché se stringo sulla corda rischio di trovarmi sulla linea bianca di mezzo e scontrarmi con chi proviene dall'altra direzione. Eppoi le vie di fuga che ci sono in pista, su strada ce le sogniamo.

curva



homepage supermotard enduro naked and special tecnica curiosità forum store pubblicità contattaci
DIFNET - WEB DIFFERENT