La potenza è nulla senza controlloArticolo pubblicato su Ultramotard il: 2002-05-28 11:33:31
La preparazione fisica è un’ottima base per ogni tipo di sport.Inoltre per ogni disciplina ci sono degli esercizi specifici ma la cosa più importante ,come ci ricorda uno spot pubblicitario, è che LA POTENZA È NULLA SENZA CONTROLLO.
La nostra mente ci permette di controllare le nostre azioni e regolarle a seconda del contesto nel quale ci troviamo.
Fondamentale è avere una visione a 360 gradi del nostro campo d’azione , sia se stiamo gareggiando sia se stiamo passeggiando altrimenti sarebbe come se ci trovassimo a focalizzare un solo punto di un intero panorama.
Per partecipare ad una competizione di qualsiasi natura dobbiamo comunque effettuare una preparazione propedeutica che ci porterà via tempo ,risorse e soprattutto comporterà una serie di sacrifici. Ora ottenere un risultato mediocre per non aver considerato una qualsiasi eventualità prevedibile ci lascia non poco amaro in bocca.
Partiamo dal presupposto che il fuoriclasse, il campione ha delle doti tecniche innate ma non è questo a far la differenza.
Lui non deve allenarsi sulla tecnica come un’altra persona qualsiasi ma ha davanti a se un lavoro ancora più pesante : IL PERFEZIONAMENTO.
La cosa più grave è il talento sprecato.
Perchè il campione fa il giro di pista sempre più veloce?
Perchè ha il mezzo migliore?
Se così fosse chiunque con lo stesso mezzo potrebbe ottenere lo stesso risultato.
MA NON È COSÌ
Il campione è colui che sgrossa continuamente, che elimina il superfluo, che lavora sul particolare che ad altri può sembrare insignificante.
Per fare questo bisogna avere la visione dei 360gradi.
Qualsiasi azione svolta in tensione non consente nessun risultato degno di rilievo. Uno stato di tensione mentale produce uno stato di tensione fisica creando una contrazione dei muscoli che saranno sottoposti ad un notevole dispendio di energia totalmente inutile.
È per questo che molte volte anche se c'è una buona preparazione i risultati ottenuti in gara non sono assolutamente in linea con l'allenamento svolto.
Essere rilassati ed avere la mente libera ci consente di dare sempre il massimo, di avere tutto sotto controllo, di gestire l'imprevisto come se fosse la cosa più scontata che potesse accadere in quel contesto.
La meditazione è la porta tramite la quale possiamo accedere alla vita come non l'abbiamo mai vista. Ci permette di affrontare le competizioni senza pensare all'esito finale, ma cercando di produrre il nostro miglior risultato.
La cultura orientale da sempre pone in primo piano questa conoscenza introspettiva dell’essere umano, delle sue potenzialità e del raggiugimento di un benessere del quale soltanto noi siamo gli artefici.
La meditazione deve essere fatta assumendo prima di tutto una posizione per noi comoda, dopodichè possiamo effettuarla in vari modi. Si può iniziare fissando la fiamma di una candela per alcuni minuti cercando di interiorizzare la sua forma, la sua luce e la quiete che ci trasmette. Dopo alcune prove si cercherà di ottenere lo stesso risultato senza avere la candela davanti a noi. Quindi si parte da una immagine reale per renderla parte di noi.
Oppure possiamo pensare a noi in rapporto al mondo che ci circonda. Ovvero pensare a noi rispetto alla nostra citta, alla nostra nazione, al nostro continente, alla terra, al sistema solare , alla galassia ,all'universo. Dinanzi a tanta immensità i nostri problemi , le nostre paure , le nostre battaglie e tutto il resto non sono altro che un granello di sabbia al cospetto dell'infinito.
C'è anche il passo contrario, cioè pensare al nostro universo interno. Ovvero meditare su ogni nostro singolo organo vitale (cuore, polmoni, fegato ecc ……), sulla sua funzione, sulla sua operatività cercando addirittura di ascoltarlo mentre lavora per comprendere che la sua piena vitalità è la fonte del nostro benessere .Cosi' come del resto non si può trascurare la linfa del nostro corpo (sangue, liquidi ecc..) che continuamente in movimento alimenta il fuoco della nostra vita.
Si può meditare su una frase, una preghiera cercando di sentirci il mezzo unico per esprimere quel concetto. Ad esempio una leggenda dell'antico oriente narra la storia di un maestro di arti marziali che aveva il timore di non riuscire a vincere un torneo nonostante tutti i pronostici fossero a lui favorevoli. Tutta la notte che precedette la gara egli meditò sulla frase IO SONO UN'ONDA pensando a quando l'acqua si increspa fino a divenire una forza distruttiva senza paragoni. Facendo propria questa immagine ed immedesimandosi totalmente nell'azione interiorizzata la gara del maestro fu coronata da una vittoria senza precedenti.
Infine si può parlare di training autogeno ovvero rilassare ogni singola parte del nostro corpo in maniera cosciente ,cioè assaporare il rilassamento di tutti i nostri muscoli.
Il metodo si applica sdraiandosi a terra e con gli occhi chiusi cercando di togliere tensione da ogni muscolo rilassando l'intero corpo finchè non si sente una completa aderenza con il pavimento.
Se abbiamo effettuato l'esercizio correttamente per rialzarsi non sarà possibile effettuare nessun movimento brusco proprio in virtù del fatto che il nostro corpo è privo di tensione.
Ora come afferma un detto zen il cervello è una scimmia ubriaca e può creare notevoli danni se non viene controllata, quindi bisogna esercitarsi nella meditazione come per qualsiasi altra attività. Bisogna mettere in preventivo che le prime volte la durata dell'esercizio sarà di pochi minuti e la nostra mente sarà affollata da una quantità spropositata di pensieri, ma andando avanti con la pratica sarà sempre di piu il tempo in cui riusciremo a liberare la mente.
Se riusciamo a liberare la mente per una qualsiasi attività vuol dire che possiamo farlo ogni volta che lo desideriamo e che la nostra paura di non riuscire in qualche cosa è soltanto un ostacolo che ci mettiamo per non far sembrare le cose semplici come sono.
Qualcuno infatti afferma che la vita va affrontata con la stessa serietà che da bambini si metteva nei giochi.
Andrea